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SCUOLE ED EDIFICI NON SONO ADEGUATI SISMICAMENTE, SOLO MIGLIORATI
stampa pagina 5 settembre 2016
Il 6 aprile ha insegnato poco, se l’Abruzzo non è ancora in grado di garantire sicurezza sismica all’edilizia scolastica, e dire che l’allora commissario Chiodi, con 226milioni di euro, lanciò un’imponente campagna ad effetto che prometteva sicurezza per tutti. Oggi al contrario, panico in tutta la Regione, compresa L’Aquila. I Musp, i Moduli provvisori ad uso scolastico sono a tempo, hanno l’agibilità sismica ma non quella impiantistica, non si capisce se è buona l’aria che respirano i bambini lì dentro, se fa male, quanta umidità c’è, se la luce è giusta o la ragione per cui l’inverno si gela e l’estate ci si squaglia. Non c’è alcun certificato di questo tipo, e non è che per il futuro prossimo abbiamo grandi prospettive, visto che i fondi per le scuole vere, risposano in cassa dal 2010, e c’è un solo progetto esecutivo per una scuola elementare. Cialente parla di sicurezza e di Fascicolo del Fabbricato come fosse una “propria battaglia a livello nazionale” mentendo una volta di più ai suoi cittadini perché non ha mai parlato finora di fascicolo, non è chiara la norma, non è ancora un obbligo, c’è chi dice che favorirebbe solo nuove parcelle ai tecnici, e non ha detto una sola parola in merito, quando a Roma si scriveva la Legge Barca, perché fosse inserito tale obbligo e diventassimo pionieri della prevenzione e della sicurezza. Scuole ed ospedali non sono ancora sicuri in nessun luogo d’Italia. L’ospedale San Salvatore non ha neanche utilizzato l’assicurazione da 40milioni di euro incassati per il sisma ed oggi cadono pezzi di cornicioni in porzioni ancora inagibili, ma ci dicono che pubblicheranno, sul sito del Comune, i certificati di agibilità delle scuole. Il solito rincorrere l’emergenza, che oggi si chiama apprensione delle famiglie perché tra una settimana riaprono le scuole e noi, dopo il sisma del 6 aprile, non abbiamo una sola certezza ufficiale, che il patrimonio educativo sia al sicuro. Cialente, anche vice commissario alla ricostruzione, ha accettato il miglioramento sismico degli edifici esistenti fino al 60%, tagliando di netto la parola adeguamento, non ha combattuto per riavere un patrimonio edilizio davvero sicuro per le prossime generazioni. Per gli edifici di pregio “viene” perfino “meno l’obbligo di conseguire un livello di sicurezza minimo, pari al 60% dell’adeguamento sismico”, riporta l’Usra in un documento d’archivio. Quando questi sono i presupposti, quando cioè l’intero patrimonio edilizio non è adeguato sismicamente, ma sono garantite solo migliorie sulla sismicità non superiori al 60% di quanto stabilisce la legge, dovremmo chiederci se davvero il 6 aprile abbia insegnato qualcosa.
Alessandra Cococcetta
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