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ABRUZZO SCUOLE SICURE, SENZA PROGETTI SPESI POCHI MILIONI DI EURO
stampa pagina 6 settembre 2016
Dei 226milioni e mezzo di euro circa per l’operazione Scuole Sicure del post sisma in Abruzzo, non sono state spese che le briciole. Nel cratere come nel Comune dell’Aquila, ed eccoci qui, con un secondo terremoto terrificante che bussa alle nostre porte a chiedere sicurezza, perché ancora non c’è. Triste l’intervento del giovane sindaco di Tornimparte Carnicelli, insediato da poco, che vorrebbe spendere i 3milioni pronti in cassa per le proprie scuole da sette anni, ma deve fare le verifiche di agibilità e ha dovuto trasferire i bambini in strutture sicure, perché le scuole dove dovrebbero tornare non sono state ancora adeguate. Qualcuno chiede i Musp, tornano le verifiche di agibilità ed il giro ricomincia. Il Comune dell’Aquila ha 45milioni di euro in dotazione, ma ha pronto il progetto esecutivo per una sola scuola e i Musp non dureranno per sempre. Raniero Fabrizi dell’Usra, rappresenta lo Stato ma non fa una piega, d’altra parte più si va per le lunghe più gli dura la poltrona, e suonano sempre più stonate le sviolinate di Massimo Cialente ad un modello, di cui è stato complice, per il quale le lungaggini burocratiche ci stanno affossando negli appalti pubblici, mentre gli intrecci ricchi e poco controllati dell’indennizzo privato, succhiano risorse alla ricostruzione senza neanche avere la certezza di case e scuole sicure, perché la sicurezza lo Stato l’ha garantita, come miglioramento sismico al 60%. Difficile arrampicarsi sul Fascicolo del Fabbricato delle proprietà del capoluogo, quando ad oggi, non è stato restituito ai cittadini un solo edificio pubblico. E chi sa se non sia il caso di tacere, se l’urlo di protesta è solo propaganda politica. C’è poi il cratere. Quei 226milioni e mezzo di euro che a sette anni avremmo dato almeno per investiti nella sicurezza delle scuole, erano stati divisi in tre stralci, il primo da 30milioni e sei; il secondo da 30milioni e 99; il terzo da 164milioni e 831 mila euro. Paolo Esposito, responsabile Usrc, ha ereditato il terzo stralcio tutto da fare, e 3milioni e 660mila euro del secondo stralcio da ultimare, ma ad oggi, non è riuscito ad assegnare che poche briciole. Ha approvato solo il 46% del risorse disponibili, e trasferito, sulla base dei lavori avviati appena, 29milioni di euro. Siamo impotenti, ci sarebbe molto da riflettere e da esigere, non lo fa nessuno, per Cialente andiamo al top, mentre i capi degli Uffici speciali, Fabrizi ed Esposito, che rappresenterebbero lo Stato, non hanno mai sollecitato un’azione più incisiva degli enti locali. I fondi restano in cassa sia per la ricostruzione pubblica che privata, peggio, per la sicurezza delle scuole, ma a loro probabilmente fa gioco così mentre le comunità, sempre più avvelenate, non se ne rendono conto.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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