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CONSORZI DA COMMISSARIARE: NOMINE IN MANO A CIALENTE?
stampa pagina 7 settembre 2016
Come saranno affidati gli incarichi commissariali per i consorzi per la ricostruzione non ancora costituiti, in particolar modo nelle frazioni, è il quesito sollevato dal consigliere Giustino Masciocco in seconda commissione, perché ogni passaggio si svolga nella massima trasparenza. Secondo quanto emerso stamattina attingeranno da un elenco di 200 iscritti, selezionati da un bando della Segreteria generale, e saranno scelti a sorteggio e a rotazione. L’ombra nasce però dal fatto che c’è anche una piccola graduatoria di chi ha inviato la domanda fuori termine, mentre il Sindaco Cialente, al quale non ne sfugge una, a distanza di un anno circa dalla procedura degli uffici, ha bandito una nuova manifestazione d’interesse, per “altri” commissari che comunque nominerà direttamente “lui”, sulla base dell’intuitu personae. Cioè chi gli pare, per almeno 700 consorzi da gestire, dopodiché si sceglieranno i primi da commissariare, in base al cronoprogramma delle priorità stabilite dalla Giunta. Un’attività che richiederà qualche anno, secondo Fabrizi. L’assessore Di Stefano ha tenuto a dire che si dovranno comprendere le ragioni per cui un consorzio non s’è costituito, come ad esempio per l’assenza di molti proprietari perché all’estero, e quindi non si raggiunge mai il numero legale e distinguerli da quelli inadempienti perché litigiosi, magari hanno l’indennizzo in banca ma non lo spendono perché litigano. In questo caso la legge non ha previsto percorsi, ma secondo l’assessore si potrà seguire la stessa via e comunque secondo lui nessuno farà incetta di incarichi, chi sa se è dello stesso avviso Cialente, che ha forzato perfino la scadenza di un avviso pubblico, durato una manciata di giorni, facendone un altro. Non sfugge il ghiotto passaggio per cui al presidente di consorzio spetta fino al 2% sui lavori, percentuale poi ridotta dalla norma man mano che l’importo cresce. Staremo a vedere con quanta equità sarà gestita la questione anche perché le elezioni sono alle porte e la clientela che porta voti, e li porta se gli dai un incarico, è sempre ben accetta. Dopodiché i commissari hanno ascoltato Di Stefano, illustrare il progetto presentato al bando sulle periferie della Presidenza del Consiglio dei ministri, per 18milioni di euro, per valorizzare lo snodo della Stazione ferroviaria dell’Aquila. Magari pure interessante, perché parla di pedonalizzazione alle 99 Cannelle, ed una strada parallela che arriverebbe a riqualificare anche l’ex Alenia e poi parcheggi per fruire al meglio l’area. I problemi sono però gli stessi da quasi dieci anni, pianificano e fanno progetti senza un nuovo Piano regolatore, decidono tra quattro tecnici a Via Strinella alta e la città deve solo assorbire, senza neanche poter dire prima delle 99 Cannelle, ad esempio, sfruttiamo e recuperiamo altri snodi. Niente. Prendere o lasciare, senza che i consiglieri si esprimano e con l’aggravante di aver risposto allo stesso bando, due assessorati diversi. Peraltro i progetti da 31milioni di euro di Capri, coinvolgono due associazioni che non hanno partecipato ad alcuna selezione. E parliamo di bei milioni di euro.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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