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ZONA ROSSA, CIALENTE NON SA COSA HA CHIUSO CAPRI CHE NON SA CHE PENSA DI STEFANO CHE NON SA CHE HA DETTO TRIFUOGGI AD ALECCI….


stampa pagina 12 settembre 2016

Via Rustici, L'Aquila

Il presidente della commissione garanzia e controllo, Raffaele Daniele, ha convocato questa mattina una seduta su richiesta del consigliere di Appello per L’Aquila che vogliamo, Di Cesare, per capire come saranno gestiti gli accessi alle zone rosse e come mai, zone che nel 2010 erano agibili, dal primo settembre sono precluse, ma la gente ci vive, perché pericolose. Tipo la Lauretana, però si può passare per Don Bosco per tagliare il traffico o San Basilio, dove sono gli uffici della Sovrintendenza aperti al pubblico. Non si capisce niente. Se non che la mano destra non sa ciò che fa la sinistra. Cialente ha firmato un’ordinanza che rivede la zona rossa il primo settembre, dopo quattro anni, promettendo sanzioni da 500 euro a chi violerà le zone interdette. Le chiusure le ha fatte il Centro operativo, Coc, con la protezione civile comunale della De Paulis e dell’assessore Capri, ma Di Stefano non ne sa nulla e Cialente non sa cos’ha firmato, le decisioni al tavolo del Prefetto Alecci le ha prese Trifuoggi, ma in commissione c’era solo il collega Di Stefano e l’ingegner Galassi. Il Sindaco ha dato sola, “non vengo a farmi impallinare da Di Cesare” avrebbe detto, sfregiando una volta di più i consiglieri eletti. I quali le informazioni non le ottengono mai per diritto ed hanno aspettato un’ora e mezza perché almeno di Stefano si presentasse. Ha detto che saranno diffusi avvisi sui percorsi sicuri, in particolar modo per chi è tornato in centro, sarà garantito il passaggio dei mezzi verso i cantieri, ma sarà evitato il passeggio in ogni area. Di Stefano non ha detto né che il centro è sicuro né che non lo è, il passaggio in quelle aree e i problemi sono molteplici. I progetti che non arrivano e quindi non si demolisce dove occorre e non c’è una regia; i proprietari di edifici pubblici, enti, non controllano la sicurezza delle loro strutture, i lavori sono partiti a macchia di leopardo anche con i ricorsi al Tar o gli indennizzi concessi dalla Sovrintendenza, per il solito work in progress da inseguire. Stanno cercando di capire chi è rientrato in centro, sono 1.100 le utenze riattivate sul consumo dell’acqua, ha detto Galassi, un decimo di quelle esistenti al 2009, servirà poi un Regolamento per gli ospiti dei residenti e i clienti delle attività, ci stanno ragionando, ma secondo il funzionario bisognerà aggiornare la riperimetrazione con cadenza mensile, così da restringere le zone rosse mano a mano che aprono i cantieri. Ci saranno delle segnaletiche per indicare l’inizio di una zona rossa, con i Vigli urbani pronti a multare chi non la rispetterà. La corsa contro il tempo è continua, si starebbero attivando con l’Ufficio speciale perché acceleri le pratiche dove urge qualche demolizione in una zona da rendere accessibile. Sicurezza al cento per cento non c’è e da quanto emerso è impossibile scindere percorsi abitati e sicuri, da quelli impraticabili e pericolanti, proprio perché andiamo a macchia di leopardo. E ci può anche stare, il problema resta di un Sindaco, Cialente, incapace di comunicare un modello, cioè la scelta di tornare subito in centro in mezzo ad un immenso cantiere, dove si è pionieri e quindi la ricetta non c’è. Ed è incapace di gestire la zona rossa, ignorata per quattro anni, oggi addirittura più impraticabile di quattro anni fa, perché la De Paulis non dialoga con i colleghi di via Strinella alta, non comprendendo quanto siano vitali, informazioni continue e veritiere per chi vive in centro e ci lavora e per chi non vuole abbandonarlo.


Alessandra Cococcetta




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