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ANCORA SCANDALO PERDONANZA: UNA TRANSAZIONE VELOCE TIPO METRO
stampa pagina 14 settembre 2016
Sul pianeta gestione Perdonanza è sempre bene non abbassare la guardia. Intanto sulla spesa. Non capiamo come mai, ad esempio, il Comitato Perdonanza che gestisce l’evento per conto dell’amministrazione, rendiconti per il 2015 una spesa di 267mila 236,36 euro, per poi allegare una paginetta in una recente delibera, in cui la spesa scende a 252mila e 500 euro. Si possono fare conti così, con gli scandali che travolsero l’Istituzione Perdonanza un decennio fa? Se passano al vaglio dei revisori evidentemente si. E prima di addentrarci nella selva delle determine che hanno affidato questo e quel servizio tecnico, 10mila euro qua, 12mila là, 9mila e cinque di là, grandi lotti da 70mila euro diviso due e bagni chimici, per la Perdonanza e l’evento Jazz, per circa 9mila euro, ecco prima di entrare in questa selva intricata di cartuccelle, vorremmo chiederci poi, ad eventi saltati, come sono state spese queste somme e perché. Nel dettaglio e possibilmente senza quelle differenze di poche migliaia di euro rendicontate, che danno l’idea della sciatteria amministrativa con cui si compilano atti pubblici. Tra questi, nel nostro cercare qua e là, è uscita fuori una delibazione di Massimo Cialente e della sua Giunta con cui, in gran segreto a fine luglio, hanno suggellato un indirizzo all’Avvocatura comunale perché chiuda subito con una transazione, questioni finanziarie dell’Istituzione Perdonanza, riconoscendo 300mila euro alla Bper, per farla rientrare su somme scoperte, su cui pende un giudizio. Assumono la decisione di transare “fatte salve le definitive decisioni da parte dell’Assise Civica” che non vedo quando potrebbero arrivare, una volta avviata la transazione. Un atto veloce, per non dire svelto, con cui passare un colpo di spugna alle responsabilità della vecchia gestione che un processo in corso sta ancora definendo e su cui il Comune ha già avuto ragione in primo grado, mentre l’Appello si discuterà nel 2018, ma Cialente vorrebbe chiudere prima. Prima ancora di sapere se il Comune avrà ragione e già l’ha avuta, contro la Bper, che appunto s’è appellata e aspetta l’udienza del 2018. Per due conti correnti “affidati” ad Antonio Cicchetti ed Eliseo Iannini, rispettivamente presidente e vice presidente dell’Istituzione Perdonanza, per somme prelevabili fino a 500milioni delle vecchie lire di scoperto. Michele Gentile, direttore dell’Istituzione, avrebbe avuto operatività sui conti sui quali la Banca non riuscì più a rientrare, fece quindi fare un decreto ingiuntivo, il Comune si oppose, perché non s’era mai obbligato, e appunto per questo vinse, ma la Bper s’è appellata. Il 23 gennaio 2018 l’Appello. La Banca ha chiesto oggi di transare per 300mila euro, corrispondenti “grosso modo” al capitale perso senza interessi, e il Comune, nella mente del Sindaco?, “porrebbe fine ad obiettive condizioni di incertezza”: dove le vedono, se ha già avuto ragione? “Non si nasconde” si legge nella delibazione “che sussiste nella presente vicenda anche un profilo di ordine etico, vero è, infatti, che la Cassa di Risparmio prestò il denaro in assenza di garanzie, fidando sulla correttezza e serietà di quelli che apparivano come amministratori onesti e capaci di un ente comunale”. A maggior ragione, perché l’ente dovrebbe “coprire”, prima della sentenza definitiva, la supposta scorrettezza e mancanza di serietà dei vari Iannini, Cicchetti o Gentile, che rappresentavano un’Istituzione del tutto autonoma dal Comune? Più d’una ombra s’addensa su questo atto oscuro, che ha tenuto fuori il Consiglio comunale e non so perché, ricorda la stessa fretta che mise il Sindaco, con il benestare di Trifuoggi, alla transazione sulla metro con Iannini, ancor prima che la giustizia facesse il suo corso ed avendo avuto dalla propria, il Comune, anche in quel caso ragione giudiziaria. I protagonisti in parte sono sempre gli stessi, e Cialente spinge ancora una volta a disporre di finanze pubbliche come fossero le sue, senza che gli eletti, peraltro, ne sappiano ancora nulla.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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