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DAI NOSTRI LETTORI, NON E’ FACILE FARE GIORNALISMO: E’ VERO
stampa pagina 15 settembre 2016
Spettabile redazione (Alessandra Cococcetta)
volevo farle i complimenti per la puntualità del suo articolo ma spiace farle notare che il vostro giornale da sempre pungente e "senza padroni" questa volta non ha confermato la sua linea.
Capisco che la campagna elettorale sia partita da tempo e che la direzione del suo giornale, da sempre "vicina" all'area della destra aquilana, sia pronta ad "affondare" sul Sindaco Cialente in ogni occasione, ma ritengo che questa volta sia stata una vigliaccata nei confronti delle squadre cittadine del Calcio e del Rugby. Queste compagini non hanno un colore politico ma solamente il colore della nostra città. Ritengo che il suo articolo sia completamente inesatto perché non so dove abbia preso le informazioni ma appellare "professionisti" gli atleti è davvero una bufala.
L'Aquila Rugby è formata da ragazzi italiani, studenti universitari che percepiscono un rimborso spese di 400 euro mensili. Domenica hanno giocato a Treviso, rappresentato degnamente i colori di questa città vincendo tre partite e sputando sangue e sudore sul campo per cercare di riportare in alto l'orgoglio di questa città, ma giustamente nemmeno una riga su di loro. Da due giorni ragazzi di 18-19 e 20 anni sono lasciati senza acqua corrente (capisco quella calda), bene primario che nessuno può per legge chiudere. Tecnici ed operai solerti che non hanno trovato difronte delinquenti (non italiani) che con minacce ti chiudono un porta in faccia ma ragazzini che li hanno fatti accomodare per chiudere i rubinetti. Forse se si fosse meglio informata, oggi il suo articolo sarebbe stato diverso ma mi rendo conto che non è facile fare giornalismo. La ringrazio. Giovanna Tresca.
La ringrazio per la sua libertà d’espressione, confidando nel fatto che abbia avuto il coraggio di esprimere le sue opinioni, senza usare pseudonimi ed identità inesistenti. Atleti professionisti, cara Giovanna, è riferibile a chiunque non giochi nella squadra della parrocchia, e mi pare sia il nostro caso. Forse le sfugge che a monte ci sono dei contratti firmati e concordati con le Società sportive, che hanno assunto degli impegni anche con la città. Se non pagano loro, pagheranno gli altri cittadini e pagherebbero doppio, visto che già pagano le bollette a casa loro. La questione andava forse posta diversamente e con totale limpidezza, il Sindaco, avrebbe dovuto fornire in comodato d’uso gratuito, appartamenti alle Società sportive, nella più completa trasparenza e condivisione con il Consiglio comunale, unico organismo sovrano, deputato a rappresentare e a decidere per gli elettori. Così non è andata, dunque i contratti vanno onorati esattamente come dovrà onorarli chi ha avuto un appartamento assegnato dopo il sisma nel Progetto case. Ed è sacrosanto, con una morosità al 70%, come nel caso delle Società sportive, chiudere i rubinetti. Senza il rispetto delle regole non si va da nessuna parte ed ogni aquilano, lei compresa, dovrebbe farsene garante e portatore. Mi rendo conto, tuttavia, che non è facile neanche fare i cittadini, portatori disinteressati di profondo senso civico. La saluto.
Il pungiglione
Taccuino
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