All'interno
Cultura e Turismo
A ruota libera...
Segnala!
[email protected]
SANITÀ, FUORI DAL COMMISSARIAMENTO MA DI FATTO SIAMO COMMISSARIATI DA D’ALFONSO
stampa pagina 16 settembre 2016
Con la fine del commissariamento della sanità abruzzese, dopo nove anni di tasse al massimo, vorremmo almeno che le addizionali Irpef scendessero, l’assessore Paolucci ha assicurato di sì, nella conferenza stampa a Pescara di stamattina. C’era anche il manager aquilano Tordera, a riflettere gli effetti, visto che è ormai definitivo, il piano di riordino della rete ospedaliera per cui un ospedale di secondo livello, cioè il top della specialistica della riforma Lorenzin, nascerà solo nell’area metropolitana Chieti Pescara con 450milioni di euro d’investimento. Restano fuori Teramo e L’Aquila, non c’è mai stato un Consiglio comunale congiunto e non abbiamo ancora visto Cialente strapparsi i capelli, tanto aveva promesso teatralmente dopo gli annunci di D’Alfonso, anche se d’altra parte non ha mai mancato di dire va bene così, basta con i giochi, le lobby dei medici, sindacalisti, direttori generali e capi dipartimento è ora di finirla. E infatti è finita, neanche a rivendicare il contributo degli aquilani all’estinzione del debito, con i 45 o 47milioni di euro dell’assicurazione sull’ospedale San Salvatore, sul quale non è stato speso un cent, perché la somma fu incassata dalla nuova Asl unica aquilana, costituita all’indomani del sisma e di fatto furono sanati i debiti della sanità provinciale. La possiamo girare come ci pare, possiamo elencare cronologicamente le interrogazioni ai ministri della Sanità dal 2010 in poi, sull’utilizzo dell’assicurazione, ma la verità è una: quei soldi non li abbiamo visti, vorremmo almeno essere citati come aquilani, forti e gentili, per aver accompagnato l’Abruzzo con 47milioni di euro, fuori dal commissariamento e dal novero delle Regioni canaglia. Siamo tutti virtuosi, grazie a noi, cornuti e mazziati. Mazziati dal riordino che tutti hanno osteggiato, la politica, medici, ricordiamo anche le dimissioni ed il dissenso del luminare Galzio, dimenticati dalla cronaca nel giro di poche ore e i battibecchi con Avezzano, le lobby, gli interessi, i poteri forti e l’impegno, l’unico, di Cialente, perché fosse Tordera il nuovo manager e così è stato. Mesi di fuffa, con il grande stratega D’Alfonso a guardare i colleghi di partito, il Pd, a scannarsi per il futuro manager, mentre il San Salvatore veniva sezionato e perdeva pezzi gloriosi della propria storia. Non avremo più un’attrattiva specialistica, vincerà su questo Chieti Pescara, perché di secondo livello, e perderà prestigio la nostra facoltà di Medicina. Sarà sicuro preferibile quella di Chieti Pescara, avendo a disposizione più specialistiche, un’emergenza assistenziale di primo livello oltre a poter dettare modelli, procedure ed altro ancora alle strutture inferiori. Anche a noi, perché siamo declassati. Cialente ha già detto che il nostro “secondo livello” sarà spalmato sul territorio, peccato non alzi un dito perché si lavori in questa direzione. Che rabbia per questa città.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
- Nessun appuntamento presente.
News
- Il 2 maggio ha riaperto San Bernardino: cosa ne faremo di quella finta?
- Progetto case, 1229 giorni di ritardo. Assegnatari come scudi umani
- Corrilaquila pro terremotati: “Più partecipiamo, più aiutiamo”
- Grandissimo successo di pubblico al PalaAngeli per il memorial Fausto Nardecchia
- Emiciclo, pranzo di solidarietà delle suore di San Basilio
- Memorial D'Alessandro, evento dedicato alla popolazione di Amatrice
- Rugby, il presidente federale Gavazzi ha incontrato le società abruzzesi





.gif)
