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PRATICHE, 900 MILIONI DI EURO DA SPENDERE ENTRO IL 2016: CI SIAMO?
stampa pagina 19 settembre 2016
Impossibile conoscere lo stato delle pratiche ad oggi, l’allegato che riportiamo, aggiornato al 31 agosto, è stato preso dal sito dell’Ufficio speciale e rende l’idea del disastro informativo di cui parliamo. Perché non bisogna essere statistici o matematici per capire, e Raniero Fabrizi, a servizio del pubblico, non sta facendo un buon lavoro. Né sulla trasparenza, né sull’aggiornamento periodico delle pratiche che vanno avanti e perché. Continuando peraltro a pagare le cause perse al Tar, perché non hanno ancora stabilito “i criteri di priorità di trattazione delle pratiche” cioè il momento esatto in cui sarà presa in esame una pratica. Solo un generico cronoprogramma. Almeno 2500 pratiche da definire, Fabrizi pianificò a marzo 2015, qualche mese dopo la sua nomina, di finire le istruttorie entro il 2019. Avrebbe fatto fino a 450 pratiche l’anno. Sta andando così oppure no? Il riserbo è massimo. 900 milioni di euro da spendere entro il 2016, ma a marzo, in commissione territorio, l’assessore Di Stefano lamentò di “non riuscire a fare un progetto intero”. La colpa sarebbe dei progettisti e delle pratiche che depositano incomplete, per prendere tempo sulla mole di incarichi di cui hanno fatto incetta. Il presidente dell’Ordine degli Ingegneri, Elio Masciovecchio, rilanciò dicendo di pubblicare i nomi di chi chiedeva integrazioni già chieste. Il solito rimpallo tra professionisti e burocrazia e la gente rimane stritolata nel mezzo. L’Aquila ha scelto di andare avanti così, senza certezze e con i milioni di euro che l’Usra macina solo per parcelle, collaborazioni, tecnici, consulenze, poltrone ed incarichi professionali. D’altra parte il Comune dell’Aquila, l’anello finale della catena, che rilascia il contributo definitivo, proprio non ce la fa ad essere trasparente, in quell’elenco che pubblicano periodicamente (sui contributi definitivi) c’è di tutto, da chi deve portare le integrazioni, a chi ha la vecchia procedura, da chi ha finito l’iter della scheda parte prima a chi sta alla seconda e può procedere, senza riuscire a fornire un dato certo su quante pratiche, concretamente, riusciranno a far aprire un cantiere. Negli elenchi pubblicati da inizio anno, tra centri storici e periferie, non le frazioni, non contiamo neanche 40 schede parametriche parte seconda, e circa 40 integrazioni richieste ai progetti, che non superano qualche decina. Numeri lontani dalle 450 pratiche l’anno promesse da Fabrizi, dire che è solo colpa dei tecnici, non aiuta ad uscire dalla palude. Anzi.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
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