All'interno
Cultura e Turismo
A ruota libera...
Segnala!
[email protected]
VIGILI URBANI, NON SOLO MULTE ALLA GENTE…VEDIAMO COSAP E CANTIERI
stampa pagina 22 settembre 2016
A fine agosto, il Consiglio comunale dell’Aquila ha approvato il nuovo Regolamento di Polizia urbana. Quello precedente aveva compiuto appena 100 anni, bisognava immaginare un ruolo diverso e più innovativo del Vigile. Più orientato al decoro urbano, al controllo dei nuovi palazzi restaurati, diceva la Giunta, ma a quanto pare vessare il cittadino per fare cassa, pare l’urgenza più sentita di questa amministrazione. Come pure il voler reinserire le ztl in centro storico, non può voler dire solo multe, ma anche controllo e vigilanza sui nostri beni. Che in realtà interessano poco Cialente, perché comporterebbe politiche e strategie, oltre a dover motivare diversamente gli agenti. L’anno scorso sono state accertate 6.098 violazioni del codice della strada contro le 4.500 stabilite come obiettivo da raggiungere. 587 posti di blocco contro i 300 da fare al massimo, e 5.634 veicoli controllati, contro i 2.550 da controllare. Vanno benissimo anche i 960 presidi nelle scuole contro i 100 preventivati nel Peg, il Piano esecutivo di gestione, ma la città cambia, ci sono cantieri aperti in centro poco controllati, c’è uno sciacallaggio continuo nelle abitazioni abbandonate, c’è bisogno di una maggior tutela e controllo dei nostri luoghi, ancor prima del fare cassa e vessare la gente che affronta mille difficoltà. Vanno molto bene i controlli sui 150 esercizi commerciali ispezionati, contro le 50 ispezioni da fare o le 159 aree mercantili ispezionate contro le 70 da raggiungere come obiettivo. Ma la gente sta lavorando tra mille ostacoli, cerca la ripresa, vorrebbe anche monumenti e beni salvaguardati in quel minimo di vivibilità che a fatica si riconquista. Sarebbe quindi necessario scegliere, ridurre le vessazioni e concentrarsi anche sulla città e sulla vivibilità. Da un controllo a campione, è emersa “la frequenza di situazioni usurpative”, rispetto alle occupazioni per l’allestimento dei cantieri, bisognerebbe rafforzare per legge la vigilanza sugli abusi edilizi, ma il contrasto non ha avuto un gran successo l’anno passato, anche perché manca il personale. Su 50 notizie di reato da girare alla Procura, solo 19 informative sono state chiuse. Sui 50 verbali di accertamento sulle demolizioni da fare, solo 12, ne sono stati fatti, tutto ciò non aiuta la certezza del diritto in un territorio da blindare, vista la ricostruzione in atto. In più, è impensabile credere che dalle multe su strada si debbano introitare tutte le risorse per una città e per la formazione degli agenti stessi. Bisognerebbe puntare sul serio, a censire i passi carrabili, occupati con opere su spazi pubblici o aree ad uso pubblico, e imporre il Cosap, visto che “è frequente” e lo scrivono nel Peg “una pluralità di casi in cui il tributo è evaso”. Andiamo a controllare i cantieri, le migliaia di cantieri aperti, non temiamo di inimicarci le imprese. Secondo la politica individuare 300 o più passi carrabili a cui imporre il Cosap, Canone d’occupazione di suolo pubblico, sarebbe il top del risultato. Attendiamo fiduciosi.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
- Nessun appuntamento presente.
News
- Il 2 maggio ha riaperto San Bernardino: cosa ne faremo di quella finta?
- Progetto case, 1236 giorni di ritardo. Assegnatari come scudi umani
- Corrilaquila pro terremotati: “Più partecipiamo, più aiutiamo”
- Grandissimo successo di pubblico al PalaAngeli per il memorial Fausto Nardecchia
- Emiciclo, pranzo di solidarietà delle suore di San Basilio
- Memorial D'Alessandro, evento dedicato alla popolazione di Amatrice
- Rugby, il presidente federale Gavazzi ha incontrato le società abruzzesi





.gif)
