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MENTRE D’ALFONSO VOLA, CIALENTE RAZZOLA
stampa pagina 28 settembre 2016
53milioni di euro, per la variante sud all’abitato dell’Aquila sulla Statale 17, e per l’adeguamento della Mausonia con relative infrastrutture urbane, un intervento che taglierebbe la zona est impattando il territorio in maniera decisa. Una scelta strategica inserita nel Masterplan per il sud, rimodulando fondi Ue non spesi per quasi 800milioni di euro, che dovrebbero far volare l’Abruzzo. Strategia difesa con i denti dal consigliere regionale Pietrucci, perché crede che L’Aquila debba avere collegamenti importanti che aprano a Roma e a Pescara e la facciano emergere dall’isolamento delle aree interne. Questi fondi vanno però spesi in fretta, così vuole Renzi, così D’Alfonso, che il 20 settembre scorso ha riunito le forze regionali dell’edilizia, per riuscire a muovere in tutto 3miliardi di euro. Luciano D’Alfonso va come un treno, vorrebbe disporre di ottime capacità progettuali e appaltare celermente i lavori. Contro l’impatto urbanistico sul capoluogo, contro una scelta che non è stata pianificata e condivisa con la città, sono sorti comitati civici, ognuno per il proprio contado per la verità, ed è insorto il Consiglio comunale che all’unanimità ha vietato ogni opera pesante all’Anas, appoggiando nel caso, la messa in sicurezza della Statale 17, teatro troppo spesso di incidenti stradali mortali, con un eventuale raddoppio. Che l’Anas avrebbe già detto non potersi fare, ma solo secondo il sindaco. E’ quanto emerso stamattina in commissione territorio, convocata per capire come mai da una serie di incontri e carteggi tra D’Alfonso ed i sindaci dell’Aquila, di Barisciano Di Paolo, di Fossa Boccabella e di Poggio Picenze Gialloreto, nonostante il diniego dei territori, sia stato trovato un accordo, demandando all’Anas il compito di redigere un progetto meno impattante, ma che di fatto non cambia di una virgola il taglio dell’abitato nella zona est. Progetto che andrà al voto del Consiglio ma non è detto passerà. Cialente ha fatto intendere che perderemo le risorse, di conseguenza passerà. Ma i percorsi pubblici, come al solito sono vischiosi, poco trasparenti e per niente partecipati. Perché l’Anas non ha ufficializzato il diniego per il raddoppio, Masciocco aveva chiesto che la partecipata di Stato spiegasse le ragioni ai consiglieri ma di rimando l’urbanista e consigliere Properzi ha detto che non lo faranno mai, forse Perilli gli scriverà per avere risposte ufficiali. Non resta che aspettare il tracciato, mentre L’Aquila ed i consiglieri non riescono proprio a trovare un contatto col sindaco che fa come gli pare, decide per tutti e pretende che ciò che decide diventi per tutti la città del futuro, 200mila persone, sulle 69mila all’anagrafe, crescita ed economia oltre ad un traffico pesante da deviare da quello quotidiano. Il problema è che senza un’idea, finita la ricostruzione spariranno le maestranze e saremo soli, con le nostre infrastrutture megagalattiche ed un Piano regolatore del 1975.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
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