All'interno
Cultura e Turismo
A ruota libera...
Segnala!
[email protected]
REPORT SUL CONTROLLO STRATEGICO, LAVORO E SVILUPPO ALL’ANNO ZERO
stampa pagina 29 settembre 2016
L’esperienza del terremoto ancora non diventa motore di una nuova economia che coinvolga l’industria, l’Università, i servizi sociali e sanitari, le funzioni amministrative il sistema di formazione, l’imprenditoria privata, soprattutto giovanile, in particolare nel settore del turismo. Questo, era invece il punto 6, Lavoro e sviluppo, del programma di mandato 2012-2017 del sindaco Cialente, che non è stato raggiunto e lo scrive il segretario generale dell’ente Carlo Pirozzolo, nel report sul controllo strategico. Uno dei nuovi controlli interni per verificare i risultati raggiunti rispetto agli obiettivi stabiliti nella relazione previsionale e programmatica che nel capoluogo, come in tantissimi altri enti pubblici, non significa nulla. Eppure è un atto che vota il Consiglio comunale. “Lavoro e sviluppo, e opportunità di genere non sembrano aver ricevuto adeguata attenzione in sede di programmazione delle attività” scrive il segretario. Oltre ad Ambiente e sostenibilità urbana che hanno raggiunto un risultato “parzialmente adeguato e richiedono quindi una maggior attenzione da parte del Comune”. Secondo Pirozzolo gli obiettivi del 2015 sono stati raggiunti al 94%, ma è tutto un gioco di misurazioni che non restituiscono affatto l’immagine reale della città. Ambiente e sostenibilità urbana, deleghe che Cialente ha mantenuto a sé, non sono affatto considerate. Già l’indagine dell’Anmil, sull’accessibilità e la vivibilità di oltre 100 province d’Italia, ha posto L’Aquila all’ultimo posto con Agrigento e Campobasso, il resto lo fa la totale incuria sulla tutela del territorio, beni culturali e ambientali su cui torneremo. Tra le mancate promesse di Massimo Cialente, il punto su lavoro e sviluppo è il passaggio più grave che lascerà in eredità all’Aquila il sindaco prima di andarsene, non vedo peraltro come possa recuperare questa voragine in sei mesi. Antonio Calafati poco più d’un anno fa in uno dei forum promossi dal Gran Sasso Science Institute, sul tema L’Aquila del futuro, si chiese come mai la conoscenza del post sisma non riuscisse a portare alcun contributo nella gestione, nelle strategie, nelle condivisioni e nella ripresa per cui ognuno va per conto proprio, l’Università, gli Ordini professionali, le Sovrintendenze, l’Economia, l’Industria, il Commercio e gli Intellettuali, se ancora ce ne fossero, tra i tanti, troppi, che fanno cultura. E ci tengono a farlo sapere. Il terremoto è servito molto poco per circuiti virtuosi di conoscenza ed opportunità lavorative. Non credo che Massimo Cialente possa cavarsela rimarcando come fa spesso, la totale assenza della classe dirigente. Sarà sicuramente vero, ma lui, come primo cittadino, non ha fatto nulla per pianificare strategie, aggregare e condividere quanto piuttosto avvelenare e dividere una città che sconterà tutto.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
- Nessun appuntamento presente.
News
- Il 2 maggio ha riaperto San Bernardino: cosa ne faremo di quella finta?
- Progetto case, 1242 giorni di ritardo. Assegnatari come scudi umani
- Sisma 24 Agosto, a Rieti la partita del cuore per le popolazioni colpite
- Corrilaquila pro terremotati: “Più partecipiamo, più aiutiamo”
- Grandissimo successo di pubblico al PalaAngeli per il memorial Fausto Nardecchia
- Emiciclo, pranzo di solidarietà delle suore di San Basilio
- Memorial D'Alessandro, evento dedicato alla popolazione di Amatrice





.gif)
