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URBANISTICA, UN NUOVO INSEDIAMENTO COMMERCIALE A SANT’ANTONIO
stampa pagina 30 settembre 2016
Senza un nuovo Piano regolatore, promesso da dieci anni alla città da Cialente, continuano a concedere autorizzazioni urbanistiche che mangiano territori, ancor prima di sapere, perché ancora non lo sanno, come sarà il nuovo Piano commerciale e quanti nuovi insediamenti servono oggi all’Aquila. Eppure avremo una nuova bella struttura a Sant’Antonio, della IDR srl dell’imprenditore Giuseppe Ioannucci, a cui è passata da poco una variante al planivolumetrico per 10mila mq di struttura ed un convenzione urbanistica di dieci anni, entro i quali l’impresa s’impegna a fare le solite cose, parcheggi pubblici (2.159 mq), urbanizzazioni per viabilità e parcheggi sulla Statale 17, verde pubblico da attrezzare con panchine, giochi e quant’altro “sarà richiesto dall’Ufficio Ambiente” recita l’atto, sempre che lo chiederà. Nella convenzione urbanistica si specifica che le cessioni delle aree verdi e adibite a parcheggio pubblico, dovranno essere fatte al Comune prima ancora del rilascio del permesso a costruire. Dopodiché non si prevedono collaudi parziali e l’ultimazione dei lavori dovrà coincidere con la fine dei lavori a favore della città. Il cui collaudo dovrà farsi al massimo entro un mese dalla fine dei lavori. Non si conosce l’ammontare della polizza fideiussoria, perché nella convenzione firmata non c’è e così un’altra impresa, si prende la propria fetta di investimento commerciale sulla città ancora prima che gli aquilani sappiano che ne sarà di quel che resta del territorio. Naturalmente l’atto non andrà in Consiglio, perché rientra tra quelli semplificati per cui è sufficiente un passaggio in Giunta. Anche se in quella seduta, suona assolutamente tattica l’assenza dell’assessore Fabio Pelini, di Rifondazione comunista, espressione di governo civico del partito e del consigliere Enirco Perilli, i quali, continuano a combattere “da dentro” le aggressioni urbanistiche al territorio, non pensando mai, di dover mollare la poltrona perché comunque non la spuntano. La proposta della ditta parte due anni fa, secondo il Piano regolatore vigente avranno sicuramente diritto all’insediamento, il fatto è che lo strumento urbanistico è del 1975, c’è stato un terremoto devastante di mezzo, 19 nuovi quartieri insediati in aree agricole ed ancora moduli provvisori per scuole e abitazioni disseminati su un territorio del quale non si capisce più nulla. Certo è che la Statale 17 verso Sant’Antonio è satura nel traffico e negli sbocchi, ma probabilmente non hanno voluto fare diversamente, soprassedendo in attesa di nuove regole da condividere col Consiglio comunale. Intanto le convenzioni urbanistiche sono state negli anni disattese, sempre, per un danno erariale quantificato, con altri introiti mancati legati ai diritti da versare da parte delle cooperative, in 10milioni di euro. L’ultima è quella dei Rotilio, la cui convenzione su via Strinella alta non è mai stata rispettata, ed ora, che dovrebbero fare delle opere, dopo anni di inadempienza a favore della città, citano pure il Comune davanti al Capo dello Stato per un difetto di notifica. Incassando con l’altra mano fitti dall’amministrazione per gli uffici, da mezzo milione di euro l’anno.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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