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BETONIERE LAVATE IN CENTRO STORICO E CIALENTE “FA” UN COMUNICATO
stampa pagina 4 ottobre 2016
Cialente ha dimostrato ancora oggi, di non avere il controllo del centro storico. Per cui le ditte lavano le autobetoniere nel cantiere inquinano ed intasano le fogne, non solo il vecchio sistema ma anche i sottoservizi nuovi di zecca. Che dovrebbero fare dell’Aquila una città smart. Massimo Cialente, invita i cittadini a “fare foto”, come accaduto in queste ore altrimenti non lo avrebbe saputo, e a segnalare abusi del genere, dopodiché minaccia di punire le infrazioni con sanzioni fino al sequestro dei mezzi. Pensa di essersela cavata con un comunicato a mezzo stampa, può quindi tornare a girare la testa dall’altra parte. Carlo Pirozzolo, segretario generale di sua fiducia, nella relazione sul controllo strategico gli ha già certificato carenze nella tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. Non c’è infatti un sistema che rilevi i livelli delle polveri sottili nel cantiere più grande d’Europa, in centro, dove la gente vive e lavora, non c’è il contrasto agli abusi, tant’è che abbiamo già denunciato l’occupazione abusiva di spazi, negli allestimenti dei cantieri, non si contrastano gli abusi edilizi, lo scrive sempre Pirozzolo, e non si rileva il reale tributo che devono pagare le ditte per l’occupazione del suolo pubblico. Quindi oltre ad incassare bei soldi, le imprese non restituiscono granché alla città, e gli amministratori non lo chiedono. Pagano per le affissioni pubblicitarie nei loro spazi? Anche i passi carrabili occupati non sono censiti e lì il Cosap, cioè il tributo per l’occupazione del suolo pubblico, è completamente evaso, ma continua a mancare il controllo, tant’è che oggi il buon Cialente segnala a mezzo stampa, ciò che i cittadini, e non i controlli della Polizia municipale, gli hanno segnalato, e cioè che fiumi di calce intasano le nostre fogne e tunnel intelligenti perché le ditte lavano le betoniere tranquillamente in centro, senza il rispetto della norma. E se lo fanno evidentemente è perché non temono ripercussioni. In quella che ormai è diventata terra di nessuno, anzi no, terra di ditte, affari, cementi, polveri e imprese, dove a rimetterci è solo chi è tornato a viverci, costretto ad un City PASS, per tornare a casa in zona rossa, per avere il quale “ha dovuto” firmare obbligatoriamente per esonerare il Comune da ogni responsabilità per danni a persone o cose, tanto poi basta un comunicato stampa per buttarsi avanti, senza assumersi la minima responsabilità. In compenso la seconda commissione, guidata da Enrico Perilli di Rifondazione comunista, domani parlerà della viabilità intorno alla cava Vaccarelli a San Giacomo. Per carità un problema serio anche questo, ma non è l’unico mi pare.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
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