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PRONTO IL NUOVO PRG, DI STEFANO E’ UN TIPO GENUINO MA VA FERMATO
stampa pagina 7 ottobre 2016
Il nuovo Piano regolatore dell’Aquila è praticamente fatto, ma la città non ha partecipato. Giusto all’inizio, nella fase preliminare, quando l’assessore Di Stefano illustrò la sua idea, per cui togliendo le aree bianche ormai edificabili al 35%, quelle inedificabili perché pericolose, restava da cementificare zone per 12mila e 957 abitanti. Cosa ha fatto in questi mesi l’assessore nelle sue stanze con i “suoi” urbanisti ed i “suoi” geometri, ha deciso per tutti? Mostri lo studio di microzonazione sismica del territorio e se ne ha tenuto conto. Si sta parlando dell’urbanistica che segnerà un territorio già martoriato da 19 nuovi quartieri post sisma e dalle speculazioni edilizie degli ultimi cinquant’anni, ma Di Stefano che pure aveva promesso ampia partecipazione, è quasi pronto a portare gli atti in commissione Territorio. Prendere o lasciare, ed una nuova sveltina, la peggiore, si consumerà. Gli urbanisti incaricati proposero di trasferire le cubature disponibili sulla riqualificazione di un quartiere, su un’area pubblica o sulle frazioni, le più abitate negli ultimi anni, ha condiviso queste decisioni e con chi? Avrebbe potuto di affidarsi alla sostenibilità, al riuso dei suoli e alla rigenerazione urbana per dare un senso all’edificato delle periferie ed una nuova qualità di vita ma la discussione andava sviluppata in questi mesi con la città, le parti sociali, le associazioni ambientaliste, gli ordini, i cittadini e i rappresentanti degli eletti in un dibattito che è mancato. Hanno deciso di continuare a costruire? Dove? Nei terreni di chi, con quali infrastrutture e quanto verde? Quali strade faranno, dove andranno le scuole e come saranno distribuite le attività commerciali? Non lo sappiamo, Di Stefano non ne parla nemmeno col collega delle attività produttive Pierluigi Mancini e ancora non è pronto il nuovo Piano commerciale, quello vigente è di un decennio fa. Un pacchetto già confezionato non lo vuole nessuno, lascerà una città a pezzi con una ricostruzione senz’anima e con un chiaro fallimento tra gli obiettivi di mandato che il segretario Pirozzolo ha certificato nella relazione sul controllo strategico, bocciando la Giunta sulla salvaguardia del territorio, consigliando un maggior impegno sulla sostenibilità, in un contesto urbanistico in continua trasformazione. Non credo che in sei mesi Cialente possa mantenere le promesse fatte nel 2012. Potrebbe però farsi sentire qualche consigliere e chiederne conto, sempre che ne abbia voglia e capacità.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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