All'interno
Cultura e Turismo
A ruota libera...
Segnala!
[email protected]
COOPERATIVE, ALCUNE DEVONO 35MILA O 40MILA EURO AD APPARTAMENTO
stampa pagina 12 ottobre 2016
La politica che amministra L’Aquila ha permesso che palazzine intere, le famose cooperative costruite a mutui agevolati, fossero abbattute e ricostruite senza titolo di proprietà. Peggio ancora ha concesso risorse pubbliche per acquistare abitazioni equivalenti, fino a mezzo milione di euro per ricomprare magari a Roma, senza avere una casa di proprietà da cedere al Comune. E infatti sta accadendo che al settore Patrimonio la corsa si stoppi, perché quando i cittadini vorrebbero ufficializzare la cessione, i funzionari li bloccano perché le carte non sono a posto. In questi giorni succede proprio questo, ma l’assessore Pietro Di Stefano è caduto dalle nuvole e in seconda commissione, ha praticamente sussurrato fuori microfono, che è vero, hanno abbattuto e demolito e gli alloggi come quei 78 “ceduti” dal Consorzio 201 di Pettino, sono di proprietà del Comune. La mano destra non sa cosa fa la sinistra, il collega Cocciante responsabile delle finanze dell’ente, ha parlato di 3.800 nuclei familiari di queste cooperative che dovrebbero mettersi a posto, pagando il diritto alla proprietà a metro quadro, secondo parametri stabiliti dalla Giunta a metà settembre. E per l’assessore già uscire da un palude vecchia di quarant’anni, con questa delibera, vuol dire già molto, anche se non sa, cosa ne sarà dei circa 600 alloggi ceduti dopo il sisma in cambio dell’abitazione equivalente. E comunque le cooperative che non sono a posto sono troppe, ma hanno avuto l’abitazione equivalente o il nulla osta a demolire e ricostruire. Chi ha sbagliato negli uffici della ricostruzione privata? E come mai Di Stefano s’è dileguato senza assumersi una sola responsabilità al microfono? “L’ufficio pianificazione dal 2012 non ha più chiuso una pratica – ha rimarcato il funzionario Marzi - e le carte non sono mai partite da via Avezzano a via XXV Aprile, io sono stato trasferito ed è in corso un’indagine della Guardia di Finanza”, ricordando ai commissari di aver più volte posto alla loro attenzione la questione di tali abusi nel concedere fondi “ci sono dei casi in cui – ha proseguito - come in via Dante Alighieri, hanno demolito e ricostruito pur non essendo proprietari e devono ancora pagare all’amministrazione 35mila o 40 mila euro ad appartamento”. In commissione è passato un atto per cui a titolo gratuito alcune cooperative hanno già risolto, altre pratiche sono sulla scrivania del dirigente per 250mila euro, mentre a volte l’ostacolo, visto che molte famiglie vorrebbero pagare da anni, non si sa bene chi lo pone, forse la cooperativa stessa, lavorando, il funzionario, non più di quattro pratiche al giorno. Probabilmente i soci saranno di nuovo invitati a chiedere di voler pagare il diritto alla proprietà, resta il profondo buco nero per cui sono stati liquidati 20milioni di euro ad un’ottantina di assegnatari di alloggi a Pettino, per acquistare una casa equivalente, pur non avendone il titolo. E nonostante ci fosse un parere contrario della struttura commissariale, cioè dello Stato. Chi ne risponderà? Di Stefano ancora non spiega nulla.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
- Nessun appuntamento presente.
News
- Il 2 maggio ha riaperto San Bernardino: cosa ne faremo di quella finta?
- Progetto case, 1255 giorni di ritardo. Assegnatari come scudi umani
- Gruppo artistico "Come a Betlemme", Mario Corridore nuovo Presidente
- Alla Città dell'Aquila il premio "Roberto Ciarma e Maria De Paola"
- Sisma 24 Agosto, a Rieti la partita del cuore per le popolazioni colpite
- Corrilaquila pro terremotati: “Più partecipiamo, più aiutiamo”
- Grandissimo successo di pubblico al PalaAngeli per il memorial Fausto Nardecchia





.gif)
