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COOPERATIVE, L’USRA NON E’ STATO ANCORA CHIAMATO IN CAUSA
stampa pagina 14 ottobre 2016
L’Ufficio speciale per la ricostruzione e il settore ricostruzione privata hanno firmato centinaia di pratiche per l’abitazione equivalente senza controllarne l’effettiva proprietà, considerando sufficiente l’obbligo a cedere la vecchia casa, in cambio di bei soldi per comprarne una nuova. In tanti casi l’hanno già comprata, ma senza la proprietà non potranno cedere il loro bene al Comune ed infatti il settore Patrimonio, sta dando parecchi dinieghi e ancora non arrivano i casi del consorzio 201 di Pettino. La faccenda si fa più critica quando la proprietà è indivisa, il che significa che ancor prima di acquisire la proprietà del proprio appartamento, devono pagare per il suolo espropriato in quota parte, se non è il loro. E se gli assegnatari degli alloggi non pagheranno questo primo passaggio, non arriveranno a poter cedere un bel niente anche a voler pagare. Eppure il Comune ha dato tutto per buono. Venti milioni di euro solo per 80 case del Consorzio 201, sono in tutto 600 le case cedute e anche in questi casi i titoli sembra non ci siano: chi li rincorrerà i cittadini per avere le spettanze sugli espropri, visto che la casa l’hanno già comprata? E se qualcuno non dovesse pagare, chi pagherà per lui? La cosa più allucinante è che non è scritto in nessuna Ordinanza, che sarebbe stato sufficiente l’impegno a cedere la vecchia abitazione, in cambio di quella equivalente. Gli uffici di via Strinella alta, hanno adottato una procedura del tutto anomala e arbitraria che ha consentito di girare decine di milioni di euro senza controllarne i titoli. Con un’aggravante pesantissima per cui il 21 agosto 2012, l’amministrazione chiese alla Commissione consultiva del commissario Chiodi, lumi sulle cooperative, e i legali dello Stato risposero che non c’era alcun titolo, per trattare gli assegnatari come proprietari e non poteva essere sufficiente neanche il fatto che l’iter fosse iniziato. Il Comune dell’Aquila non ha mai rispedito all’Usra quelle pratiche chiuse in maniera illegittima, al contrario, le ha alimentate, e contravvenendo alle indicazioni dello Stato le ha avallate come corrette e con procedure autonome, ha pagato milioni di euro di fondi pubblici a chi non ne aveva diritto. Ne risponderà qualcuno? Peraltro l’Usra, non è stato ancora chiamato in causa.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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