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LE PRESSIONI DI CIALENTE SULLA DE PAULIS, PER UNA CONSULENZA ESTERNA
stampa pagina 18 ottobre 2016
Una consulenza esterna alla società Di Emidio progetto srl, è stata affidata per 25mila euro dalla dirigente De Paulis, su pressione del sindaco Cialente. Riguarda uno studio di fattibilità per una viabilità alternativa d’accesso alla cava Vaccarelli, che liberi la zona di San Giacomo dal traffico dei mezzi pesanti, ma bypassa il voto del Consiglio comunale del marzo del 2012, quando a fronte della mutazione di destinazione d’uso dei terreni per sfruttare meglio l’attività estrattiva, la stessa ditta avrebbe realizzato a sue spese, una viabilità alternativa verso la discarica La Cona. In quella delibera era perfino allegato un progetto che al contrario, la dirigente De Paulis, su pressione di Cialente, ha ignorato. La questione è stata sollevata stamattina da Angelo Mancini in prima commissione, la De Paulis ha provato a reagire “spiegando” la necessità per legge, dello studio di fattibilità, ma alla fine messa alle strette ha detto la verità, consegnando al presidente Masciocco il carteggio e le mail (di seguito, riportate in allegato) con cui Cialente, “come da sopralluoghi effettuati”, ha premuto per “affidare all’esterno, un incarico per uno studio di fattibilità”. Ignorando il fatto di aver votato lui stesso, la viabilità alternativa per la cava nel 2012, Mancini ha perfino ricordato che dopo quel voto, l’imprenditore Vaccarelli, portò tre quarti del Consiglio, ancora in corso, a festeggiare lo sfruttamento più ampio della cava al pub di fronte la sala consiliare in via Ulisse Nurzia, “in Aula eravamo rimasti in tre”, ha raccontato il consigliere, ma evidentemente il primo cittadino ha la memoria corta. La De Paulis, dal canto suo, ha il rinnovo dell’incarico dirigenziale ancora per un anno, Cialente andrà presto a casa, dunque perché non dire la verità? Una verità fatta di pressioni politiche eseguite e di una determina vaga, con cui ha affidato l’incarico esterno senza neanche citare la delibera del Consiglio comunale, n.64 del 21 marzo 2012, con cui un progetto era già stato votato, saltando poi a piè pari, la ricognizione delle professionalità interne, prevista dalla legge, e a costi inferiori, prima di affidare l’incarico all’esterno. Cialente intanto andò avanti e forte dei suoi metodi, nel marzo scorso sollecitò lo studio di fattibilità “da me richiesto”, superando se stesso il 3 agosto, quando con una nota chiede “se è stato consegnato o meno lo studio di fattibilità della strada Cava Vaccarelli-Sant’Antimo” sforando totalmente dalle sue competenze politiche, per premere sulle scelte gestionali della dirigente, che in effetti ha eseguito alla lettera. Un episodio gravissimo e ridicolo al tempo stesso, basti leggere dei “sopralluoghi” di Cialente, che con le sue pressioni ha aggravato di costi l’ente e lo esporrà a sicuri contenziosi, perché se oggi Vaccarelli è ancora disposto a fare la sua parte sulla viabilità a suo carico, chi sa con un altro tracciato chi pagherebbe. E comunque chi lo ha fermato, dall’iniziare quattro anni fa i lavori previsti? Il consigliere De Matteis ha chiesto a Masciocco di inviare l’illecito e il danno alla Corte dei Conti, il presidente ha deciso di girare le carte al collega della quinta commissione, Raffaele Daniele, competente sulle illegittimità degli atti amministrativi, che deciderà il da farsi. Siamo alla frutta.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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