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CAVA VACCARELLI, GLI ILLECITI AMMINISTRATIVI CONTINUANO
stampa pagina 19 ottobre 2016
Non si comprende la necessità del sindaco Cialente, di affidare ad un consulente esterno uno studio di fattibilità per migliorare la viabilità intorno alla cava Vaccarelli, visto che il Servizio manutenzioni del Comune lo aveva già prodotto a costo zero nel 2012. C’era tutto, progetto preliminare e stima dei costi, firmato dai geometri dell’amministrazione senza alcun compenso e votato dal Consiglio comunale, in allegato alla delibera n.64 del 21 marzo di quell’anno, come l’unico fattibile e a carico dell’impresa Vaccarelli. Pare però, che fu boicottato dagli abitanti di Collebrincioni, il che apre un mondo, il preliminare non fu neanche preso in considerazione dagli usi civici, e fu inviato anche al Settore Ambiente proprio perché i tecnici, avevano fatto in modo che il tracciato ricadesse sugli usi civici senza dover fare espropri, da realizzare in piano, attivando subito la sdemanializzazione perché iniziasse al più presto. Peraltro l’ampliamento della cava e il relativo sfruttamento, era subordinato a questi lavori sulla viabilità mai iniziati. Al contrario Cialente ha premuto un anno fa perché la sua dirigente di fiducia, la De Paulis, affidasse un incarico esterno, per 25mila euro, pur avendo le professionalità interne, per un studio di fattibilità già fatto, che ricalca paro paro quello che invece gli uffici, nel 2012, bocciarono. C’è infatti una relazione tecnica che sconsigliava vivamente il percorso per Sant’Antimo, per l’eccesso di pendenza e per il numero considerevole di tornanti, che avrebbero aggravato di molto il costo dei lavori. E che fa il consulente? La società Di Emidio progetto srl ha ricalcato esattamente il progetto che i tecnici comunali esclusero come non fattibile per gli alti costi. E’ chiaro che la politica, cioè Cialente, su pressione delle popolazioni residenti ha premuto per violare la norma, la De Paulis ha eseguito ed hanno bypassato l’atto consiliare che optò espressamente per La Cona, caldeggiando al contrario il percorso per Sant’Antimo, lo scrive il sindaco nella mail, con un aggravio di costi su cui solo la Corte dei conti potrà intervenire. Di Emidio ha dichiarato di non conoscere nemmeno il progetto già votato, non lo conosceva neanche la De Paulis, mentre scegliere pendenze piuttosto che pianure, o espropri piuttosto che demani, cambia notevolmente la fattura che paga un ente locale per lavori pubblici, cioè gli aquilani. E questo è ciò che accade dentro il Comune dell’Aquila. La questione, sollevata in prima commissione dal consigliere Mancini, sarà trasmessa dal presidente Masciocco al collega Daniele della quinta, di garanzia e controllo degli atti amministrativi, perché decida come procedere.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
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