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SI BALLA A COMANDO
stampa pagina 21 ottobre 2016
Con quest’Armata Brancaleone della ricostruzione post sisma, capita di tutto. Capita che chiunque abbia fiutato la possibilità di vedere un po’ di soldi, si sia gettato a capofitto nel sistema per cercare qualche incarico. Tra progettisti, tecnici, consulenti e amministratori di condominio, e con l’inizio dei lavori nei centri storici, spuntano anche i presidenti di consorzio. Gente che gira intorno a lavori milionari, dai quali percepisce una bella percentuale, che non avrebbe guadagnato mai. Parliamo oggi, del Consorzio Properzi Pica Alfieri Bafile, l’unica porzione di Corso Vittorio Emanuele II da riqualificare, la cui presidente ha proposto ai proprietari un “Regolamento” interno, che dovrebbe essere votato in Assemblea la prossima settimana e che accentra sulla figura della presidente ogni decisione, toccherebbe chiedere la sua autorizzazione, perfino per andare a parlare con un funzionario comunale. Come a dire che un proprietario di un palazzo importante e vincolato, deve lasciare tutto nelle sue mani, a fiducia. E così il presidente diventerebbe un reuccio, anzi una reginetta senza reame, dove tenere a bacchetta tutti. Sarebbe lei, se passasse, a dover “autorizzare” l’accesso al cantiere e la “domandina” andrebbe “motivata”. Figurarsi i proprietari, che non è che devono chiedere autorizzazione al responsabile della sicurezza o al direttore dei lavori, ma ad una persona che si attribuisce autonomamente, il potere di decidere se i motivi sono validi oppure no. Peraltro nel decreto del commissario Chiodi n.12 del 3 giugno 2010, sulla costituzione dei consorzi, tale passaggio non si legge da nessuna parte. Leggiamo invece che spetta all’Assemblea, cioè ai proprietari, la scelta dell’impresa, la scelta dei tecnici e l’approvazione del rendiconto annuale, non si capisce quindi come mai, la scelta anche di un subappalto, che è una cosa molto delicata, invece di votarla l’Assemblea dei proprietari la dovrebbe “autorizzare” la presidente. Sarebbe buona norma, che la conduzione del consorzio fosse trasparente e condivisa, al fine di consentire ai legittimi proprietari la necessaria partecipazione al processo delicato di ricostruzione della loro proprietà, e invece nel reame della reginetta, si dovrebbe ballare a comando.
Peppe Vespa
Il pungiglione
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