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Consiglio comunale

SICUREZZA E LE COOP DELL’AVVOCATO PICCININI


stampa pagina 27 ottobre 2016

De Nicola, Cialente e Piccinini De Nicola, Cialente e Piccinini

Dai sopralluoghi alle scuole dell’Aquila “non sono emerse criticità”, rispetto alle forti scosse di terremoto di queste ore, lo comunica l’amministrazione in una nota dunque da domani, le lezioni si terranno regolarmente. Delle verifiche ha parlato stamattina in Consiglio comunale Giuliano Di Nicola, delegato alla Protezione civile, riferendo di sopralluoghi nei punti più critici, come le chiese di Arischia, di San Marciano e San Biagio, di Genzano di Sassa e di Roio e di verifiche negli edifici comunali, sarebbe tutto a posto, mentre le aree di accoglienza attivate sono a Murata Gigotti, Bagno, Pagliare di Sassa, Tempera e Piazza d’Armi, dove i cittadini si sono radunati ieri sera spontaneamente, coordinati dalla Croce Rossa Italiana. Sarebbe quindi tutto sotto controllo. Il collega Perilli ha poi chiesto a Cialente come mai la scelta di chiudere anche i moduli provvisori, per loro natura sicurissimi per gli alunni. Per il sindaco “il problema è più di panico e di ordine pubblico. Faremo delle esercitazioni a scuola – ha riferito – per far comprendere ai genitori che a scuola i loro figli sono al sicuro” dunque in caso di forte scossa, inutile precipitarsi per andare a prenderli, creando situazioni che potrebbero sfuggire al controllo e al buon senso. “Come fai sbagli” ha aggiunto, “il problema è culturale, non è possibile che la gente dorma fuori dal Progetto case, dove anche gli isolatori non omologati sono sicuri”. E i segnali secondo lui sono dei migliori, L’Aquila resterebbe la città più sicura “le ultime scosse hanno dimostrato che i lavori fatti con le regole del post sisma di vent’anni fa hanno retto benissimo, non ci sono stati morti. Le nostre case sono all’avanguardia antisismica, valuteremo la vulnerabilità dei palazzi pubblici e faremo il fascicolo del fabbricato su tutti i nostri edifici”. Risultati positivi ai quali solo il tempo potrà dare o meno ragione, resta la sgradevole sensazione di vivere in un’emergenza perenne, da otto anni ormai, dalla quale non si riesce mai ad uscire. Nel corso della seduta è stato riconosciuto il diritto di proprietà a due cooperative edilizie che sono riuscite a mettersi in regola, resta però da risolvere l’annosa questione sulla quale è difficile fare chiarezza, perché non si capisce mai chi rema contro. Secondo Masciocco il controllo del rispetto delle convenzioni urbanistiche dovrebbe averlo il Patrimonio, ma in realtà le pratiche, anche quelle delle cooperative, restano appese all’Urbanistica e non si capisce mai bene qual è il vero muro di gomma su cui rimbalzano. Del tutto fuori luogo l’arringa del consigliere Piccinini, sulla concessione secondo lui legittima, delle abitazioni equivalenti agli assegnatari delle cooperative. Non ho ben capito a chi si riferisse parlando di “giornalisti” ai quali “qualcuno metterebbe in bocca teorie per articoli che non stanno né in cielo né in terra”, mi pare che Piccinini sia il legale di diversi assegnatari, avrebbe forse dovuto dire quanti ne difende, per non incorrere in un eventuale conflitto d’interessi, e citare a sostegno delle sue tesi, anche quel parere dei legali del commissario Chiodi, del 2012, che negò il diritto all’abitazione equivalente alle proprietà indivise delle cooperative, del tutto ignorato dagli uffici comunali. S’impegni, Piccinini, a pubblicare il dato sugli aventi diritto nelle cooperative alla proprietà equivalente, fatto sta che al Settore Patrimonio i nodi stanno venendo al pettine ma il consigliere non ne ha fatto cenno. Da una brava persona qual è, avrei voluto registrare un’onestà intellettuale che forse mi è sfuggita.

 

Alessandra Cococcetta




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