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Attualità

TERREMOTI, ANCE PESCARA: LE RESPONSABILITA' NON SONO DEI COSTRUTTORI


stampa pagina 2 novembre 2016

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Sono frutto di una scarica barile le accuse dirette e indirette che in queste ore si susseguono contro i Costruttori. Una tecnica che scagiona tutti e che travolge a valle chi lavora sul campo contro tutte le difficoltà con le quali il pubblico riesce a far diventare impossibile qualsiasi attività di impresa.
“Le case crollano perché sono costruite male”… “Il Colosseo ha resistito, il problema è che oggi si costruisce male”: solo per citare, e a titolo di sintesi, questa è la misura del profilo intellettuale che si è voluto imprimere ad un dibattito che invece esige un livello elevatissimo.
Addirittura pure gli scrittori: qualcuno in onda nazionale ha beatificato lo Sry Lanka raso al suolo da un terremoto che ha cancellato il grande patrimonio di meravigliose case costruite con il fango e dipinte a mano e ha poi fatto il parallelo con l’Italia dove, invece, le case con il terremoto crollano perché sono costruite male.

Rimettiamo le pedine a posto.
L’immenso patrimonio dell’ITALIA È MEDIOEVALE, quindi in muratura perché ai tempi non esistevano le tecniche antisismiche. Questo patrimonio è fatto di BORGHI ed è tutto il nostro valore: produce turismo per 147 miliardi di euro, il 9,4% del Pil, con 2,5 milioni di persone che sono il 10,9% dell'occupazione nazionale.
Se è stato realizzato dai Costruttori e loro ne sono i responsabili, allora riconosciamo alla categoria una percentuale sul fatturato.
Quanto al Colosseo, il denaro speso per costruirlo fu pari a quello necessario per fabbricare una intera città capitale (più la manodopera degli schiavi a costo zero) ed è arrivato dal bottino delle guerre giudaiche e dal sacco di Gerusalemme... quindi, sicuramente non è costato quello che normalmente viene corrisposto per gli appartamenti.
E certo non si fece con le gare d’appalto al ribasso, come vuole il nostro Paese e non i Costruttori.
Nemmeno conobbe il cemento armato che, si sa, dopo 40 anni non svolge più la sua funzione: fu invece selezionata e scelta la migliore pietra che esistesse al mondo! Altro che bolle speculative e immobiliari alle quali siamo colpevolmente addomesticati!

Cosa vogliamo fare di questo patrimonio di Borghi?
Questo è il grande tema. Parlano tutti di mettere in sicurezza, ma nessuno prefigura gli scenari reali nei quali si va ad intervenire su casette di malta e pietra: con un terremoto 7 (in generale e per semplificare) il miglioramento antisismico non basta. Se vogliamo case sicure al 100% le dobbiamo rifare da capo. Questa è la verità ma nessuno la vuole dire perché è complicata.
Vanno stabiliti gli obiettivi e cercatele soluzioni, che siano innovative, futuribili, creative e intelligenti come l'ingegneria italiana è in grado di fare, organizzando e raccogliendo intorno a sé la sinergia delle competenze internazionali. Trovare una soluzione PER l’Italia e IN Italia ci riposizionerebbe nel ruolo della centralità delle costruzioni riconnettendo l’Italia all’immaginario mondiale di Giotto, Michelandelo, Raffello, Leonardo eccetera.
Tradotto, significa business a tutti i livelli.

Cerchiamo di stare sui dati.
Il patrimonio edilizio italiano è vetusto, in gran parte DA ABBATTERE, è così composto: oltre il 60% degli edifici, cioè circa 7 milioni, risale a prima del 1971, per cui non risponde alla normativa antisismica entrata in vigore nel 1974, ed 1 su 10 risale a prima del 1911 (solo in Sicilia ne sono 800 mila).
In totale oltre 2,5 milioni di costruzioni risultano in pessimo o mediocre stato di conservazione.
Le aree a elevato rischio sismico sono circa il 44% della superficie nazionale, interessano il 36% dei comuni (2.893), accolgono 21,8 milioni di persone, cioè il 36% della popolazione, per un totale di 8,6 milioni di famiglie.
Eppure, ogni volta che qualcuno di questi edifici crolla la responsabilità è dei Costruttori.

Le politiche della casa e dell’urbanistica non le fanno i Costruttori ma il Governo, nazionale e locale: è qui che si giocano le partite. L’ANCE e i Costruttori hanno dalla loro parte aver combattuto battaglie come la Riqualificazione Urbana, poi Rigenerazione Urbana, quindi la Demo-Ricostruzione… il rifacimento delle vie di comunicazione, completamente abbandonate e che potrebbero crollare in qualsiasi momento: ne abbiamo steso un elenco più e più volte.

Ieri Renzi ha detto: “i Comuni si facciano avanti con i progetti di riqualificazione perché siamo pronti e daremo seguito a tutti”.
L’ANCE, come le altre Istituzioni, sta sul territorio per questo: concentriamoci sui fatti e sulle azioni da intraprendere.
Da domani l’Ance Pescara intensificherà l’attività avviata con la Campagna Obiettivo ComunE e investirà su questa maggiori risorse per essere ancora più presente nell’operatività dei Comuni.
Valuteremo anche una strategia a livello nazionale per avviare su tutto il Paese una modalità format che i Comuni possano seguire con tempi rapidissimi e senza smarrirsi.
SCOPO: organizzare progetti veloci ed ineccepibili. L’occasione è questa ed è epocale.

 

Marco Sciarra
Presidente Ance Pescara




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