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CENTRO STORICO, IL DOVERE DEI PATTI CHIARI CON L’ELETTORATO
stampa pagina 2 novembre 2016
La proposta del capogruppo Pd in Consiglio comunale, Stefano Palumbo, di ripensare il centro storico dell’Aquila puntando all’innovazione e non proprio al com’era e dov’era, cozza di brutto con la politica che ha impostato caparbiamente l’assessore alla ricostruzione del suo stesso partito, Pietro Di Stefano. L’onestà intellettuale di Palumbo è evidente, ma non possiamo cancellare otto anni di storia così, come nulla fosse stato e come se un assessore non ci fosse mai stato. Perché il Piano di ricostruzione votato alla fine del primo mandato di Cialente, sancisce proprio che nel centro storico, tornerà tutto com’era e dov’era. Le architetture, le palazzine incongrue e le stesse brutture che stanno tornando su peggio di prima, senza un piano vero per la ripresa economica o strategie innovative di rinascita. Non c’è un piano commerciale, nonostante il sisma, e quello “vigente” è di vent’anni fa, perché d’altra parte Di Stefano non dialoga col collega Mancini, che non dialoga con Capri e ognuno fa come crede. E’ giustissimo guardare avanti con nuove prospettive, ma la storia di questi anni sta segnando la città per i prossimi secoli e sarà difficilissimo tornare indietro. Non è mai stata chiesta una revisione di quel Piano di ricostruzione in questi cinque anni, è stato sempre considerato inutile dalla politica che amministra ed ora che si avvicina la campagna elettorale, non si può ricominciare con promesse vuote e di contenuto opposto alla realtà vera. L’Aquila ha diritto a sperare e i partiti più forti, com’è il Pd, e Palumbo lo rappresenta in Consiglio, hanno il dovere di proporre un patto chiaro agli aquilani e di rottura con questi anni che non hanno prodotto neanche forti dibattiti urbanistici, l’ultimo, speriamo non resti l’unico, sull’Auditorium di Renzo Piano. Va benissimo credere in un nuovo corso, ma va stabilito con principi e politiche da proporre agli elettori alla luce del sole e non con uscite estemporanee. Nelle riunioni di partito di queste settimane ognuno cerca di garantirsi il proprio incarico, come quello alla ricostruzione a Di Stefano, puntando a questo piuttosto che a quel candidato Sindaco a seconda del vantaggio o della garanzia politica, per cui se la “strategia” sul centro storico dovesse restare quella attuale, va spiegato forte e chiaro all’elettore, perché ognuno possa scegliere davvero.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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