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MEGLIO MAI CHE TARDI (paraponzi…ponzipò!)
stampa pagina 7 novembre 2016
Se è vero, com’è vero, che L’Aquila figura all’ultimo posto nel “I City Rate 2016”, la classifica delle città intelligenti italiane, uno studio del Forum PA realizzato in collaborazione con Istat, Anci, Union Camere e Openpolis, (paraponzi..ponzipò!) è pur vero, bisogna darne ampio riconoscimento a Cialente e alla sua Giunta, che tutto l’iter procedurale per dare inizio alla ricostruzione post sisma di Palazzo Margherita, sede del Municipio dell’Aquila, è stato organizzato dal sindaco Cialente con una velocità da primato mondiale. E chissenefrega se L’Aquila è più smart o meno smart delle altre; noi abbiamo Crai, pure noi abbiamo Crai, direte voi. Ma voi non avete Cialente Sindaco, che ha posto la prima pietra di Palazzo Margherita. Ci sono volute tutta la bravura, le capacità e l’intraprendenza di un super sindaco per arrivare in così poco tempo all’apertura del cantiere, neanche otto anni. (Paraponzi…ponzipò!). Per quanto riguarda il finanziamento poi, non ha dovuto nemmeno chiederlo, 5 milioni di euro sono stati donati dalla Federcassa Bcc che si sono aggiunti ai fondi stanziati dall’allora commissario alla ricostruzione Gianni Chiodi. Paroponzi…ponzipò. Anche qui Cialente è stato bravissimo (paraponzi...ponzipò!), ha tenuto la somma in un fondo infruttifero, anche a dimostrare la sua innata onestà. Bravissimo è stato anche l’assessore Di Stefano, (paraponzi...ponzipò!) che ha messo tutta l’attenzione a che il passaggio dei sottoservizi non danneggiasse le fondazioni del palazzo. Si, qualche piccolo danneggiamento c’è stato, cosa di poco conto, ma è da mettere tra gli imprevisti.
Echissenefrega se in tutto questo tempo trascorso dopo il terremoto sono stati pagati fior di milioni di euro per i fitti passivi degli uffici comunali perché, come diceva mio nonno Domenico, non è che si può sempre avere “la botte piena e la moglie ‘mbriaca”, da una parte pende il basto, e Cialente ha preferito scegliere la via della velocità e non quella del risparmio, anche per non contraddire il detto “spesso, chi risparmia… spreca”.
Ed allora ecco che questa mattina, in pompa magna, con squilli di tromba e suoni di tamburi, con lancio di coriandoli, stelle filanti, caramelle, lecca-lecca, trick e track e bombe a mano, a mo’ di un imbonitore che richiama il popolo nella sua giostra: “venghino, signori, venghino” il nostro beneamato Sindaco, senza fascia tricolore sul petto (lui ne fa spesso e volentieri a meno), ha posto la prima pietra e per dirla con l’assessore Capri: “chissà se ce ne sarà una seconda”. Comunque, “meglio mai che tardi”. Che poi, non c’entra niente, è il titolo di un libro scritto da Luca Goldoni, storica firma del giornalismo italiano, cronista ed autore di successo. Si poteva fare prima? Ma si poteva fare anche dopo. È la solita, infinita storia del bicchiere mezzo pieno o…mezzo vuoto.
Peppe Vespa
Il pungiglione
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