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CASE A SAN GREGORIO, OGNUNO VUOLE LE SUE SICUREZZE
stampa pagina 7 novembre 2016
Gli assegnatari degli alloggi di San Gregorio di proprietà del Comune dell’Aquila, non vogliono lasciare le loro case se non con la certezza in tasca di tornarci. E così col portavoce Franco Marulli e Antonio Perrotti del coordinamento Erp hanno proposto all’assessore Capri, in seconda commissione, le loro ragioni in vista del prossimo sgombero per problemi di sicurezza. Non vogliono che vada avanti il mega progetto di riqualificazione del quartiere che rischierebbe di cacciarli definitivamente a vantaggio di residenze d’elite, ma una riqualificazione veloce ed una parziale demolizione senza andare via. Sono 110 alloggi, di cui una cinquantina assegnati. Quel quartiere non s’è mai integrato col resto del territorio, ha problemi con la rete fognaria, igienico sanitari e manufatti abusivi tirati su negli anni, dei quali l’amministrazione comunale non s’è neanche accorta. A quasi otto anni dal sisma non si capisce cosa accadrà nelle proprietà residenziali del Comune, come quella di San Gregorio, le case in via Milonia a Pettino e le case parcheggio in via Di Vincenzo. Non c’è una visione, una strategia, una pianificazione. Di Stefano non parla con Capri, loro non parlano col Sindaco e Cialente non parla col Consiglio. In maggioranza non hanno mai fatto questo tipo di ragionamento, ha riferito Masciocco, rilanciando un confronto con tutti gli assessori interessati. E’ necessario rifare queste case? Quante ne hanno cedute gli aquilani in cambio di quella equivalente? Circa 600, pare. E quanto ci costerà mantenerle? Ha chiesto il consigliere di Sinistra italiana, battendo ancora una volta su un confronto che invece è mancato. Soprattutto perché l’assessore Piero Di Stefano non l’ha mai ricercato, ritenendo il Piano di ricostruzione inutile oppure utile alle sue modeste visioni. C’è ancora tempo? I fondi che potrebbero arrivare da finanziamenti nazionali rischiano di essere dispersi dal fatto che sia Di Stefano che Capri, hanno presentato a Roma ognuno la propria idea. Una nuova pianificazione che porterebbe perfino ad una nuova integrazione, così come nell’idea di Masciocco, evitando il ghetto, qual è da anni San Gregorio con le sue case popolari. Le realtà sta però andando da tutt’altra parte perché anche nella ricostruzione pubblica, si rischia di lasciare il massimo potere decisionale al privato, che punta solo alla casa, ignorando le priorità di una città che rinasce.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
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