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CIALENTE TOGLIE I FONDI DA PIAZZA DUOMO E LI METTE SU SAN GIACOMO
stampa pagina 8 novembre 2016
Una variazione in bilancio di 40milioni di euro, stamattina al voto della prima commissione, per lavori pubblici non meglio identificati, con soldi che non si sa da dove vengono. “Soldi vecchi” ha detto qualcuno, rastrellati da delibere Cipe e decreti “vecchi”, mai spesi, e distribuiti a pioggia per le prossime elezioni sulle frazioni e altro ancora. Come quei 900mila euro per Piazza Duomo, “da ridestinare al fontanile di San Giacomo e al campo di Bagno”. Una seduta strana e piena di colpi di scena, a voler forzare un po’ di sensazionalismo per non buttarla a piangere. Angelo Mancini voleva sapere quale ripianificazione reggerebbe la terza variazione di bilancio, per fondi da spalmare fino al 2018, ma non ha avuto risposte. La dirigente De Paulis era assente perché infortunata, e a parte uno schemetto con quattro numeri, non c’era neanche la parte politica ad illustrare uno straccio di strategia. Tant’è che quando Mancini ha chiesto di rinviare la seduta, Perilli ha ricordato al vice presidente Salem, in sostituzione di Masciocco che aveva infilato la porta poco prima, che quella delibera sarebbe andata in Consiglio giovedì, perché l’Aula l’avrebbe dovuta votare entro lunedì al massimo, pena la decadenza dei termini dall’approvazione in Giunta. Un termine ballerino, mica difficile da comprendere, che pure per qualcuno sarebbe scaduto a dicembre, poi invece no a novembre, quindi la convocazione del presidente Benedetti per capire e infine della funzionaria Lorella Reato, che confermando l’ultima data utile in lunedì prossimo, ha consentito l’aggiornamento dei lavori a giovedì mattina, giusto qualche ora prima della seduta consiliare. Conti che l’Aula voterà con la gastrite, almeno in parte della maggioranza, perché la rimodulazione sembra fatta proprio con i piedi e per favorire i soliti frazionisti. Lo stesso De Matteis non trovando la metà delle risorse della sua legge regionale, per la foresteria a Centi Colella, ma solo 280mila euro, ha chiesto lumi sulla destinazione vincolata ma nessuno glieli ha dati. Perfino quei 344mila euro spesi su analisi e indagini sulle Erp di San Gregorio, paiono proprio consulenze concesse a go go da una politica modesta, la Giunta Cialente, capacissima di ridistribuire 40milioni di euro su lavori pubblici dell’ultima ora prelettorale o penultima, dipende, senza spiegare perché non sono mai stati spesi. Peraltro due passaggi saranno ancora più grotteschi, perché i fondi del Monte Paschi e della Figc, per un totale di oltre mezzo milione di euro su “interventi vari”, non ci sono, non esistono, dunque se variazione ci sarà e i soldi non entreranno entro l’anno, attingeranno dalla cassa di qualche altra parte per coprire l’impegno. Siamo giunti al capolinea, per qualcuno, gli ultimi giorni di Pompei.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
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