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AUTOPARCO COMUNALE, DOPO QUASI OTTO ANNI ARRIVA L’EVACUAZIONE
stampa pagina 10 novembre 2016
Sopralluogo della quinta commissione, stamattina, all’Autoparco comunale, dopo il catastrofico crollo della tamponatura in cemento di un capannone inagibile, classificato E, dove tuttavia da quasi otto anni, continuano a stare operai e mezzi pubblici del valore milionario. A seguito della nostra denuncia, la dirigente De Paulis, che pure aveva minacciato i dipendenti di licenziamento per aver fatto, secondo lei, “uscire la notizia”, ha disposto il trasferimento delle maestranze negli uffici in via Ulisse Nurzia e la disponibilità dei mezzi fuori dei capannoni finché i tecnici, non avranno certificato un minimo di agibilità ai capannoni. Quei tecnici giravano stamattina, ben dieci giorni dopo il crollo del pannello, mentre la stessa De Paulis con un ordine di servizio del 23 marzo 2015 aveva già disposto l’evacuazione della struttura su segnalazione di Carlo Bolino, dimenticando poi di accertarsi che avesse un seguito. Cercheranno un capannone, ma s’era impegnata a farlo già quasi due anni fa senza risultato. La struttura è terra di nessuno, i consiglieri hanno testato con mano le condizioni disastrose dal punto di vista igienico sanitario, l’indifferenza annosa alle coperture in eternit sfibrato e la totale apatia amministrativa nel decidere in dieci anni di governo civico, il da farsi su questo sito maledetto. La croce non è certo dell’assessore Capri, che ha confermato la necessità di una bonifica immediata, lasciando ai successori la scelta strategica da adottare. Cioè cosa fare del sito. Per il consigliere Imprudente potrebbero trasferire i mezzi alla proprietà del polo elettronico, ma non se n’è mai parlato, mentre pare si stia rianimando proprio in queste settimane la scelta di fare lì, sull’acqua, e nonostante la “fragilità idrogeologica del sito”, come ha ricordato Di Nicola, la sede unica degli uffici comunali, per la quale Cialente ha in cassa da un po’ di anni 35milioni di euro. Ha però preferito continuare a pagare agli imprenditori, fitti passivi per quasi due milioni di euro l’anno. Uno scenario apocalittico, da the day after, in quel sito c’è di tutto compresi i pali della metro mai realizzata e scarti di ogni genere, una parte è stata oggetto anche di un sequestro della Forestale ma tutto ciò non ha mai sollecitato l’amministrazione attiva e la Giunta, ad un scelta sana che salvaguardasse i lavoratori e la loro salute, il decoro di un capoluogo di Regione ambizioso, sulla carta, e almeno la faccia a quegli assessori in sella da molti anni, non dimentichiamo Moroni, e poi Di Stefano per la sede unica, che pur avendo decine di milioni a disposizione non hanno mai avviato un confronto aperto, per adottare un indirizzo con consulenti titolati e con la città. Siamo alla paralisi da dieci anni e con i soldi in cassa da spendere, il peggio che ci potesse capitare.
Ale.c.
Il pungiglione
Taccuino
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