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RICOSTRUZIONE PUBBLICA, CON I MILIONI IN CASSA A FARE LA MUFFA
stampa pagina 10 novembre 2016
E’ tornata in prima commissione la terza variazione di bilancio da 40 milioni di euro, da spendere fino al 2018 in lavori pubblici. C’era oggi anche la relazione della dirigente incaricata De Paulis, che pure non ha chiarito come mai, in quel fondo vincolato pluriennale, ci siano finite somme mai spese, rastrellate dai residui di esercizi precedenti. E questo è il punto. A parte le solite marchette preelettorali di tanti, troppi frazionisti, che per una fontanella per i paesani venderebbero anche San Massimo. Ma è questo, il dna degli aquilani in senso esteso. Ciò detto e scremando la seduta dai tecnicismi tutt’altro che avvincenti per i più, c’è da capire, e la De Paulis non lo spiega, come mai per il 2016 abbiamo oltre 5milioni e mezzo di euro di non speso, che proprio il suo settore, dal prospetto chiesto agli uffici da Di Cesare, non era riuscito ad impegnare. E non solo. Di Cesare ha giustamente girato il dito nella piaga dell’inefficienza, per cui abbiamo solo due progetti pronti per ricostruire le scuole, e 48milioni di euro a fare la muffa in cassa da anni, insieme ai 35milioni per la sede unica, a fronte di oltre due milioni di euro di spesa inutile per le manutenzioni sui musp e i fitti passivi. Una situazione della ricostruzione pubblica penosa, che pure non fa vergognare Cialente, oggi a Pescara per farsi vedere da Renzi, e con una seduta durata il tempo di far mancare il numero legale per aggiornare la variazione di bilancio a lunedì prossimo. Sarà comunque da vera faccia tosta dire a Roma vogliamo altri soldi, se quelli ottenuti fanno la muffa. Non si pianifica, non ci si confronta sul recupero delle strutture pubbliche esistenti e non si fa caso alla sicurezza. All’Autoparco inagibile come sui puntellamenti del centro storico, nella parte in cui transitano pedoni, residenti, lavoratori e mezzi, per i quali nessuno oggi è in grado di garantire la sicurezza, ma Cialente s’è lavato le mani obbligando i residenti a firmare una liberatoria per cui chi è tornato in centro, se si fa male, è personalmente responsabile. Ecco, per i puntellamenti, in questo minestrone di somme non spese, che accontentano questo o quello, non c’è il becco di un cent. In altri casi sulla variazione non c’è proprio un cent versato, tipo le donazioni del Montepaschi e della Figc per il campo di Paganica ed altri intereventi, per cui se entro fine anno non entrerà un euro, li prenderanno da qualche altra parte. Ma faranno in modo che non si sappia, come hanno sempre fatto, in modo che nonostante le promesse elettorali sulla massima trasparenza e leggibilità dei conti di Massimo Cialente, del “suo” bilancio la gente ne capisca sempre meno.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
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