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SENATO: COMMISSIONE D’INCHIESTA SUL TERREMOTO. TUTTO FINIRA’ A TARALLUCCI E VINO?
stampa pagina 11 novembre 2016
Non è vero che gli italiani sono solo un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati e di navigatori, come disse Mussolini in un suo famoso discorso, e l’Italia non è solo il Paese del sole, del mare, della pizza e delle mandolinate, della Ferrari o di Adriano Celentano.
E’ anche il Paese delle Commissioni d’Inchiesta.
Ce ne sono tante e si occupano un po’ di tutto, una di esse, l’ultima solo in ordine di tempo, è quella che dovrebbe interessarsi dei crimini commessi durante il terremoto del 2009, dalla spesa dell’emergenza ai costi della ricostruzione. Una cosa è certa, come le altre, andrà a finire come soleva ripetere mio nonno Domenico, “tutto a tarallucci e vino”. Tutto sarà sostenuto nel dettagliatissimo rapporto di chiusura dell’indagine stessa. In un Paese dove quando non si grida alla siccità, s’invoca lo stato di calamità per le troppe piogge, e quando non si grida né alla siccità né alle piogge, si grida al terrorismo, all’invasione degli immigrati e/o al terremoto.
Ed ecco, cara Commissione d’inchiesta, il terremoto. È stata istituita ieri la commissione monocamerale d’inchiesta sulla ricostruzione nei territori colpiti dal sisma del 6 aprile 2009. Avrà il compito di indagare sulle illegittimità emerse nella prima fase dell’emergenza (ed in quella successiva?). Meglio tardi che mai.
Anche se poi, molti processi sono già andati in prescrizione ed altri ne andranno. E comunque se una Commissione d’inchiesta c’è, significa che vi sono seri dubbi sull’impiego legittimo delle risorse, anche perché vi sono seri dubbi sulla sana gestione dei fondi se non addirittura sulla loro distrazione. E se questa Commissione è stata istituita e potrà indagare con gli stessi poteri della magistratura ordinaria, non può che significare che vi sono seri dubbi sul comportamento dei dirigenti, della politica locale e delle Procure.
Chiederò immediatamente di essere ascoltato dalla commissione per riferire sin dalla prima emergenza, dello scandalo degli affidamenti dei lavori di puntellamento, dell’affidamento a trattativa molto privata dei lavori di trasporto e lavorazione delle macerie, dei vari affidamenti senza gara d’appalto dei servizi e mense agli sfollati, della gestione degli appartamenti del Progetto Case, dei trucchi sugli appalti dei condomini e dei privati cittadini, sino ad arrivare ai giorni nostri, all’affidamento senza gara d’appalto degli impianti sportivi di proprietà comunale.
Riferirò sugli appalti (si fa per dire) dell’ex rettore dell’Università dell’Aquila.
Un capitolo a parte sarà dedicato al comportamento e alla copertura di certi politici, dirigenti ed imprenditori, da parte della magistratura aquilana.
Lo sappiamo tutti: è difficile fare affari e politica, restando con le mani pulite. Ma all’Aquila si è esagerato.
Alcuni politici e i dirigenti aquilani, ma non è solo una moda locale, si sono resi colpevoli d’interesse privato in atto pubblico, abuso innominato di potere, omissione in atti d’ufficio, peculato per distrazione e…tanto altro ancora.
Come lo sperpero di denaro pubblico con relativo, ingente, danno erariale.
A questo punto mi sorge un dubbio, non vorrei che la Commissione venisse in trasferta, con il denaro dei contribuenti, per poi mettere una pietra tombale su tutto.
Peppe Vespa
Il pungiglione
Taccuino
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