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FRAZIONI E CENTRO, TRA CAOS PARCHEGGI ED AFFARI DELLE CESSIONI
stampa pagina 11 novembre 2016
Con un colpo di mano e da vero stratega, l’altro giorno l’assessore Di Stefano ha cambiato in poche ore quattro articoli del Piano regolatore senza perdere altro tempo. Un Prg in vigore dal 1975, su cui sono passate modifiche fatte veramente con l’accetta, per cui si potrà fare commerciale ed artigianale oltre ad uffici e servizi in tutti i piani terra del centro storico del capoluogo e delle frazioni, e nel caso in cui non ci fossero, come non ci sono, parcheggi sufficienti, l’interessato pagherà e l’amministrazione s’impegnerà a chiacchiere, perché non è scritto da nessuna parte nei nuovi articoli, a progettare parcheggi in un secondo momento nel futuro Piano regolatore ma senza sapere dove, non avendo il quadro della situazione, la disponibilità delle aree ed un nuovo Piano commerciale che definisca le necessità per i prossimi anni. E questa, è la prima accettata visionabile nel nuovo comma 8 dell’articolo 46, e al comma 2 dell’articolo 53. Rispettivamente per le frazioni e per il centro storico, in nome di una non meglio pianificata strategia di ripresa economica e senza avere la più pallida idea di dove andremo a finire, considerato il caos attuale tra carenza di parcheggi e viabilità, ad otto anni dal sisma, dove la confusione tra zone artigianali, industriali, commerciali e residenziali è totale, e l’infausta modifica non potrà che infierire sul quotidiano di tutti. A meno che la mossa non sia nata per favorire qualche amico dell’amico e allora è un altro paio di maniche. E passiamo alla seconda accettata, che riguarda più propriamente le frazioni. Siamo sempre all’articolo 46, comma 11, il quale per riqualificare i centri storici delle frazioni, consente di cedere una volumetria di proprietà, al Comune, per trasferirla in centro. Che vuol dire? Vuol dire, una volta trovata la traduzione chiamando tutti i tecnici ed ingegneri di cui ci si fida in giro, che se ho un basso a un punto lo posso cedere, e lo rilocalizzo in centro. E che ci fa il Comune e quale interesse avrebbe ad acquisire un basso o un vano muffito di una vecchia abitazione? La spiegazione tra le righe, sarebbe quella per cui si accetta la cessione solo nel caso in cui sussista un interesse generale a riqualificare un aggregato, ad esempio, e quindi per questo interverrebbe la mano pubblica. Sarebbero delle buone intenzioni, fornite anche dalle spiegazioni di alcuni consiglieri di maggioranza, ma in realtà in quel comma non è specificato alcun interesse pubblico e superiore come imprescindibile. Per cui si potrà di fatto cedere di tutto senza sapere chi farà la propria fortuna immobiliare e cosa ne farà, un’amministrazione già incapace di valutare il proprio patrimonio immobiliare, di riqualificarlo, di recuperarlo rinunciando a costruire o a ricostruire anche intercettando le strutture abbandonate di altri enti. Non so se ci si renda conto di ciò che si andrà a votare, l’unica ragione per cui ancora non passa la modifica al Prg, è solo un refuso che la dirigente incaricata Chiara Santoro sta correggendo. L’unica. Mentre di parcheggi e cessione di sottotetti, in seconda commissione, non se n’è proprio parlato.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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