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CIALENTE TOGLIE I FONDI DA PIAZZA DUOMO MA NON HA ALTRI PROGETTI
stampa pagina 14 novembre 2016
Per la prima volta in questo decennio di mandato e di cialentismo, il Consiglio comunale ha cercato oggi di riappropriarsi dei propri poteri d’indirizzo alla Giunta. Cioè la Giunta deve decidere come spendere i soldi degli aquilani sulla base di ciò che indicano gli eletti, ma finora non è andata così. Tant’è che sulla terza variazione di bilancio da 40milioni di euro su lavori pubblici, passata oggi, i consiglieri non hanno potuto scegliere nulla, e il la al cambio di musica consiliare, lo ha dato Di Cesare con il suo emendamento da 100mila euro, per mettere in sicurezza i puntellamenti del centro storico aperto al transito, tecnicamente bocciato, ma poi trasformato in un ordine del giorno firmato anche dal presidente Benedetti, che la Giunta dovrà obbligatoriamente inserire nella quarta variazione. Così come un più corposo finanziamento per la Protezione civile sollecitato da Di Nicola dovrà essere preso in considerazione, e vedremo alla prova dei fatti come andrà, visto che la stessa dirigente incaricata De Paulis, ha spiegato che la sua proposta in merito è stata tagliata dalla Giunta Cialente del 70%. La dirigente ha puntualizzato che i 900mila euro circa, tolti da un vecchio mutuo mai utilizzato per parcheggi interrati a piazza Duomo, sono stati dirottati, in parte, su un fontanile di San Giacomo che aveva il progetto pronto, ignorando totalmente l’assenza di una volontà politica alta, capace di partorire progettualità dello stesso prestigio, senza spalmarle tra mille rivoli e marchette preelettorali per cose piccole e per lo più di certe frazioni. Comunque il Consiglio dice che non ci starà più, che le variazioni di bilancio le detterà l’Aula e vedremo se sarà davvero così, e vedremo se proprio la De Paulis, che nel 2015 ha tenuto bloccati 5milioni di euro nei propri capitoli, togliendoli ad altro nel bilancio perché non è riuscita a spenderli, saprà meglio valutare le esigenze del settore così da non lasciarci neanche un centesimo, come prevede la legge. Fatto sta che la ricostruzione pubblica non vola, e non si capisce se la falla sia proprio quella Centrale unica di committenza, che avrebbe invece dovuto velocizzare e garantire ogni processo. Cialente dice che porterà a Roma i ritardi, così da valutare le cause oltre ai motivi per cui le gare vanno ripetute più d’una volta. D’altra parte i dipendenti del concorsone pare mollino, senza chiuderli, procedimenti di cui sono responsabili per riavvicinarsi alle proprie zone di residenza, e su questo, il Sindaco pare voglia impedirne l’allontanamento almeno fino a quando le pratiche assegnate non saranno chiuse. Vedremo come andrà a finire, nel frattempo i ragazzi protestano per le scuole poco sicure e laboratori inagibili del Da Vinci dopo la scossa del 30, segno evidente del fatto che L’Aquila, a quasi otto anni dal sisma, e nonostante i lavori, non rappresenti ancora un modello di sicurezza e prevenzione per il Paese.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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