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INTECS, LAVORATORI RICOLLOCATI CON FONDI RICOSTRUZIONE. PALUMBO: CITTA' INDIFFERENTE
stampa pagina 16 novembre 2016
La Intecs apre una procedura di licenziamento collettivo per 70 lavoratori della sede aquilana, già da 2 anni in regime di cassa integrazione straordinaria, mentre assume nelle sedi di Napoli, Roma, Pisa e Milano. E’ una scelta aziendale chiarissima seppur difficile da comprendere, essendo proprio L’Aquila l’unica realtà in grado di garantire incentivi legati al rilancio economico post-sisma, e che rappresenta purtroppo l’atto finale di un lento e graduale processo di depauperamento del polo elettronico aquilano, una volta vero volano economico della città. Occuparsi del destino di 70 famiglie rappresenta ora la priorità assoluta e in tal senso l’accordo siglato dalle organizzazioni sindacali con la Regione per il recupero dei lavoratori di Intecs all'interno delle imprese attratte dal 4% dei fondi della ricostruzione destinati alle attività produttive è un primo passo importante; preoccupa tuttavia l’indifferenza con cui la città e gran parte della politica sembra accettare la perdita di un importante centro di ricerca e sviluppo nell’ambito dell’ICT, come se non fosse chiaro a tutti che il rilancio economico della nostra città non può che passare dalla valorizzazione dei settori ad alto contenuto tecnologico, dall’innovazione dei processi e dalla ricerca. Le condizioni di svantaggio strutturale stratificatesi nel tempo nel sud del paese, e che nella nostra città sono aggravate dalle difficoltà legate al post sisma, possono essere superate solo investendo sul capitale umano, salvaguardando le competenze esistenti e formando nuove professionalità. E’ l’unica strada per affrontare le sfide e le opportunità della quarta rivoluzione industriale, la cosiddetta industria 4.0, quella dell’internet delle cose e dei big data, un tema su cui il governo punta di investire circa 13 mld nell’arco di 7 anni e i cui effetti non saranno limitati all’economia digitale, ma produrranno un effetto moltiplicatore anche sull’economia locale e quindi sul mercato del lavoro.Oggi a rischio non sono solo 70 posti di lavori, ma un importante pezzo di questo puzzle.
Il consigliere comunale
Stefano Palumbo (capogruppo Pd)
Il pungiglione
Taccuino
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