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TRA UN POLLAIO, ACCORD PHOENIX E L’AEROPORTO ARRIVERANNO LE ELEZIONI
stampa pagina 16 novembre 2016
Giorgio De Matteis, ha nuovamente fatto il punto sui nervi scoperti della città, come l’insediamento di Accord Phoenix, il lancio dell’Aeroporto di Preturo, la Legge regionale su L’Aquila capoluogo al palo e le strategie socio economiche per ricominciare. Con i misteri del capitale sociale di Accord o i contributi sull’Aeroporto che ancora non apre, cui si aggiungerà il Tribunale, da rivendicare negli spazi al capoluogo, piuttosto che i soliti scippi che non è detto saremo in grado di fermare. Nell’altra sala consiliare si dibatteva invece, stamattina, in commissione territorio, del cambio di destinazione d’uso di un ex pollaio a Pettino da trasformare in residenza sanitaria, una roba da pazzi, nello svacco generale, mentre si cincischiava tra una sedia e l’altra di elezioni. Con un centro destra frammentato se non proprio imbarazzante, nelle nuove proposte che si aggirano tra le stanze istituzionali sperando di essere notate, ed un centro sinistra che non vive neanche la passione di una resa dei conti, perché la calma è decisamente piatta. Mentre i civici osservano le rotte e il Cinque Stelle lavora ad un’identità locale. L’intervista di Masciocco ad Abruzzoweb non è passata inosservata, lui e Perilli, anime in pena di una coalizione che non è mai stata casa loro, aprono ai civici e alle associazioni per un piccolo polo di sinistra che finalmente possa fare la differenza. D’altra parte i loro partiti, Sel e Rifondazione comunista, con i rispettivi assessori, la Leone e Pelini, non molleranno l’osso, con Fabio Pelini pronto ad uscire per abbracciare il listone di Cialente o la Iorio o diosololosa cos’altro. Le associazioni vogliono essere autonome ed i civici con Apl-Lcv, per nulla disposti a rinnegare la coerenza di questi anni, per cui non rischierebbero mai, alla fine della fiera, di tornare nelle scuderie di chi ha il potere, cioè il Pd, che conta tra le proprie forze, anche una buona fetta del vecchio centro destra, pronta a sostenere il successore di Cialente. Certo è che il Pd, senza sinistra, faticherebbe a portare a casa il risultato, non partecipare alle primarie, come ha dichiarato Masciocco, potrebbe forse significare un maggior potere contrattuale nel futuro apparentamento, dato per certo dagli strateghi che al momento valutano la scelta giusta. E non è detto che la svolta la detterà Sinistra italiana a febbraio, l’ufficialità al nuovo partito non vuol dire seguito elettorale, tanta sinistra non vuole proprio intendere le ragioni per cui l’elettorato storico, guarderebbe volentieri altrove. Certo è che l’evidente imbarazzo dei consiglieri alla sinistra di Cialente a rompere gli indugi, dare un segno, uscire dalla Giunta, lasciare le presidenze delle commissioni ancor prima di avere la certezza di un risultato elettorale buon per loro, non aiuterà un nuovo corso. Quello per cui vorremmo sentir parlare di Piano regolatore, urbanistica, ripresa socio economia e rilancio che non sia quello di un ex pollaio o della fontanella di una frazione. Ci vuole il coraggio di rischiare anche di perdere un ruolo, per migliorare di un minimo il destino piccolo che pare tocchi da sempre all’Aquila, se invece si gioca a fare gli strateghi con la certezza che tanto c’è sempre il Pd, da cui ritornare, meglio ritirarsi subito. Vediamo intanto il resoconto del referendum cosa cambierà, sperando che nel frattempo le lotte intestine dei piccoli, non li auto annientino.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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