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UNIVAQ: PROCESSO A DI ORIO AFFITTI EX OPTIMES. SENATORE BARANI INTERROGA MINISTRI ORLANDO E GIANNINI
stampa pagina 18 novembre 2016
Oltre al danno…la beffa. Ed infatti, dopo il gioco al rinvio delle varie udienze da parte del giudice Grieco, il processo dei fitti gonfiati per l’ex Optimes, nei confronti dell’ex rettore (per niente magnifico) dell’Università dell’a Aquila Ferdinando Di Orio, si avvia verso la prescrizione. Un danno erariale ed un affidamento lavori senza gara, vanno a farsi fottere. Ed ecco allora che un senatore della Repubblica, Lucio Barani, che oltretutto non è del collegio senatoriale locale, interrogava lo scorso luglio il Ministro Orlando sull’invio di ispettori “per sincerarsi circa la regolarità del processo, con particolare riferimento alle date in cui sono state fissate le varie udienze”. Nella sua nuova interrogazione, Barani chiede nuovamente ad Orlando di sapere “se e quali provvedimenti abbia adottato al fine di recuperare il processo penale, ancora pendente, e a che punto sia il processo in corso dinanzi alla Corte dei Conti sul già menzionato Di Orio e Del Vecchio, circa il recupero delle somme elargite per l’affitto dei capannoni”. Al ministro Giannini, Barani chiede invece di conoscere “quali provvedimenti siano stati presi o intenda prendere, circa la mancata costituzione di parte civile da parte dell’Università”. Come i nostri lettori ricorderanno, fu proprio questa testata a far uscire le gravissime illegittimità commesse dal Di Orio e Del Vecchio tanto che, secondo l’accusa, nel 2009, appena dopo il terribile terremoto dell’Aquila, Di Orio e Del Vecchio avevano sottoscritto un contratto di locazione della durata di 6 anni per un importo di 1.242.528 euro l’anno, di gran lunga superiore ai 715 euro periziati dal competente Ufficio Tecnico Erariale, senza gara e senza la pur minima comparazione dei prezzi. Tra le altre contestazioni, il fatto che “i due” si erano impegnati a versare all’imprenditore Gallucci, 699mila euro l’anno, per 4 anni, quale compenso per l’adeguamento sismico della struttura al fine di renderla idonea all’uso. Anche questo, senza un regolare bando di gara, obbligatorio per gli importi di cui parliamo. Ma non finisce qui. Un ulteriore regalo è stato 1 milione di euro, elargito a titolo di cauzione, quando invece sarebbe bastata la quota massima di 310mila euro, pari a 3 mensilità, procurando un danno erariale ed un illecito guadagno patrimoniale all’imprenditore Gallucci. È appena il caso di dire che, il giudice Grieco, ha rigettato l’istanza di costituzione di parte civile di un’Associazione di docenti dell’Univaq, quando invece a Rieti, in altro processo contro Di Orio, la stessa Associazione è stata ammessa nella costituzione di parte civile. Da più parte è stato chiesto l’intervento del C.S.M. per i fatti e misfatti che succedono nella Procura aquilana. Dobbiamo dire che la Legge non è uguale per tutti? Diciamolo pure.
Peppe Vespa
Il pungiglione
Taccuino
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