L'Editoriale

L'Editoriale

Periodico indipendente a distribuzione gratuita
ti trovi in: home » articoli » Ambiente » QUESTIONE SNAM, I COMITATI:…
 

All'interno

  • Archivio Numeri
    • In Copertina
    • Primo piano
    • Comune
    • Provincia
    • Regione
    • Attualità
    • Ambiente
    • Cronaca
    • Sport
    • Economia
    • Politica
    • Cultura
    • Edizione Straordinaria
tutti gli articoli

Cultura e Turismo

  • Barattelli, domenica concerto del Quartetto Nous
  • Conservatorio Casella, concerto del Collegium musicum dell’Università di Osnabrück
  • Cantieri dell'immaginario, gli eventi del 29, 29 e 30 Luglio
tutti gli articoli

A ruota libera...

Sede unica, la cittadinanza va consultata.... Conservazione del territorio. Con questo impegno sonoro in campagna elettorale, Cialente promise…
archivio

Segnala!

Se vuoi segnalare notizie scrivici all'indirizzo e-mail
[email protected]
Ambiente

QUESTIONE SNAM, I COMITATI: CON LA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE REGIONI E CITTADINI IMBAVAGLIATI


stampa pagina 25 novembre 2016

La battaglia civile e democratica che, come comitati cittadini, stiamo conducendo ormai da quasi nove anni contro l’insediamento nel nostro territorio del gasdotto e dell’annessa centrale di compressione e spinta della Snam, ci porta ad inserirci nella campagna referendaria poiché la riforma Renzi-Boschi del Titolo V della Costituzione, ci tocca molto da vicino e vorremmo affrontare questo aspetto sotto il profilo ambientale, anche perché è poco presente nel dibattito pubblico e, a nostro avviso, è indispensabile fare chiarezza in merito.
Dal 2001, con la riforma del Titolo V che ridefinisce ruoli e poteri delle Regioni, le competenze sono così ripartite: la legislazione esclusiva dello Stato, la legislazione concorrente tra Stato e Regioni, la legislazione residuale attribuita alle Regioni. E’ importante sottolineare che la Corte Costituzionale pone su un piano di assoluta parità Stato e Regione, nel senso che nessuna delle due parti può prevaricare l’altra e che quindi l’intesa, necessaria quando si tratta di infrastrutture energetiche, è uno strumento forte che obbliga a trovare un accordo prima di giungere ad una decisione definitiva.
L’Art. 117, completamente riscritto nella riforma costituzionale proposta, elimina la legislazione concorrente e l’intesa tra Stato e Regioni con il pretesto dei molteplici contenziosi sfociati in numerosi ricorsi pendenti presso la Corte Costituzionale (per noi, invece, rappresentano l’esercizio della democrazia attraverso un necessario confronto fra le parti) e riporta, alla sola competenza esclusiva statale, materie fondamentali per la vita dei cittadini quali, ad es. l’ambiente, l’energia e le infrastrutture… Molte di queste opere impattanti (attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi, stoccaggi, gasdotti, elettrodotti, inceneritori..), sono elencate nel c.d. decreto 12/9/2014 n. 133, (Sblocca Italia artt. 37-38) che le definisce “opere strategiche, urgenti ed indifferibili”.
Sottraendo alle Regioni la potestà legislativa e togliendo l’intesa Stato-Regione in materia di energia, in assoluto le due misure più efficaci nella nostra lunga lotta contro il devastante progetto della Snam, gli Enti istituzionali, le associazioni ambientaliste, i comitati e tutti coloro che si oppongono ad opere impattanti imposte dall’alto e dannose per l’ambiente e la salute, non avranno più voce: un metodo davvero subdolo per zittire quanti non vogliono essere costretti a subire, poiché senza più armi per difendersi, l’assalto ai territori da parte delle lobby del gas e del petrolio, delle multinazionali, dell’alta finanza, dei grandi poteri economici.
E’ questa una delle insidie più pericolose che è presente nella riforma Boschi-Renzi: se l’esito referendario sarà a favore della riforma costituzionale, questi potentati economici non dovranno più confrontarsi con i cittadini ed i loro rappresentanti perché “qualcuno”, per sudditanza ai poteri forti, gli ha consegnato, prima con lo Sblocca Italia e poi con la costituzionalizzazione dello stesso nella riforma del titolo V proposta, un passepartout che consente loro di procedere al saccheggio dei territori per trarne il massimo profitto a scapito dell’ambiente, della salute e del futuro dei cittadini.
E nessuno potrà più ribellarsi perché DECIDE LO STATO!


Comitati cittadini per l’ambiente




  • Tweet

Il pungiglione

Che fine hanno fatto gli archivi della città dopo il sisma? I documenti storici della città dell'Aquila, atti pubblici, delibere di Consiglio e di Giunta, concessioni edilizie ed urbanistiche sono ancora abbandonati a Palazzo Margherita e…

Taccuino

  • Nessun appuntamento presente.
tutti gli appuntamenti

News

  • Il 2 maggio ha riaperto San Bernardino: cosa ne faremo di quella finta?
  • Progetto case, 1294 giorni di ritardo. Assegnatari come scudi umani
  • L'Aquila Rugby Club, prima di ritorno a Roma contro la Capitolina
  • Ugl, convegno all'Aquila sul Mezzogiorno
  • Camera di Commercio dell'Aquila, sportello di assistenza per il credito alle imprese
  • Gruppo artistico "Come a Betlemme", Mario Corridore nuovo Presidente
  • Alla Città dell'Aquila il premio "Roberto Ciarma e Maria De Paola"
tutte le news

I nostri video

  • play Lavori a Murata Gigotti
  • play Stefano Palumbo su sicurezza stradale
tutti i video
Direttore Responsabile: Giuseppe Vespa
Autorizzazione Tribunale di L'Aquila del 13/8/92, reg. giornali n°293
Direzione e amministrazione: 67100 L'Aquila, via del Malepasso 10/A.
Tel. e Fax 0862 405082 - Cell. 3476588525
E-mail [email protected]
credits