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LA PROPOSTA DI PALUMBO, L'AQUILA SEDE DI "CASA ITALIA"
stampa pagina 25 novembre 2016
La città dell’Aquila, con il suo qualificato know how nel campo della ricostruzione e della prevenzione sismica, deve diventare cabina di regia e sede della centrale operativa per gestire il programma di messa in sicurezza del territorio nazionale denominato Casa Italia. Questo, a mio avviso, l’obiettivo al quale deve lavorare la politica locale, di concerto con i nostri rappresentanti in Parlamento.
La richiesta di personale, tecnico e amministrativo, degli uffici speciali per supportare le pratiche di ricostruzione nei territori del centro Italia recentemente colpiti da eventi sismici, dimostrano, al di là delle legittime polemiche che ne sono scaturite, la validità e l’efficacia del percorso intrapreso finora; questo lavoro nel solo comune dell'Aquila ha consentito di erogare 1 miliardo e mezzo di euro di contributi dal 2013 ad oggi, e recuperare il grave ritardo accumulato sulle frazioni finanziando negli ultimi 12 mesi pratiche per 100 milioni di euro e avviandone finalmente la ricostruzione. Il decreto per il sisma del centro Italia è stato infatti concepito proprio partendo dalla nostra esperienza, confermandone le buone pratiche e superandone gli errori. Il modello L’Aquila, grazie all'esperienza maturata in questi 7 anni, consegna al Paese un insieme di strutture organizzative, di competenze tecniche e giuridiche, di alte professionalità e di livelli di ricerca e avanzamento tecnologico che costituiscono un valore da incentivare e impiegare in maniera capillare a livello nazionale. Gli Uffici territoriali per la ricostruzione, peraltro, possono essere considerati come modello embrionale dell'unione dei Comuni di cui tanto si sente bisogno nel paese e soprattutto sulle aree interne e che ancora non si riesce a realizzare.
Non solo i recenti terremoti ma, in questi giorni, le alluvioni che stanno interessando il Nord Italia, ci restituiscono l’immagine di un territorio fragile, per il quale urge l’applicazione del vasto programma di messa in sicurezza promosso dal Governo. La città dell’Aquila può dunque ben candidarsi a diventare sede della struttura che dovrà coordinare questi interventi su vasta scala, mettendo a frutto l’esperienza maturata in questi anni dagli enti locali, anche in sinergia con l’Università, con gli ordini professionali e con le categorie.
Una cabina di regia che potrebbe diventare anche laboratorio normativo, per creare omogeneità e coerenza anche nelle disposizioni che riguardano le popolazioni colpite da calamità naturali, le pratiche e i contributi della ricostruzione e le garanzie contrattuali per le unità lavorative eventualmente assunte in via straordinaria per l’emergenza, onde evitare che in futuro vi siano asimmetrie nella ricostruzione dei territori e nelle ripercussioni sulle economie locali.
Il Consigliere comunale
Stefano Palumbo (capogruppo Pd)
Il pungiglione
Taccuino
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