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ALL’URBANPROMO A MILANO, PER RACCONTARE QUALE SMART CITY?
stampa pagina 28 novembre 2016
La Giunta Cialente ha deliberato un contributo di 3mila e 600 euro a favore dell’Inu Abruzzo, l’Istituto nazionale di urbanistica, per la partecipazione all’Urbanpromo alla Triennale di Milano dall’8 all’11 novembre, avente come temi principali smart city e rigenerazioni urbane. L’atto arriva praticamente in contemporanea con la ricerca di Italia Oggi Università La Sapienza di Roma sulla qualità della vita, che pone L’Aquila all’85mo posto, su 110 capoluoghi di provincia, ed era 71ma nel 2015. Scuole, sanità, vivibilità, lavoro e occupazione, ambiente, stile di vita e tempo libero sono i parametri sui quali si è espressa la popolazione, il che vuol dire che tutti i ragionamenti su innovazione urbana e rigenerazione post sisma, non hanno ad oggi nulla di concreto e non danno la prospettiva di un bel niente. Non capisco quindi l’Inu cosa abbia potuto raccontare al resto d’Italia. Hanno parlato di un Centro storico smart “cui si affianca una Vision territoriale che può essere sintetizzata nel neologismo “Smart up country”. All’Italia hanno davvero raccontato, che la città avrà stazioni di ricarica ecologica per una mobilità elettrica che raggiungerà anche i Progetti case? Integrandosi poi con le potenzialità dello smart tunnel? Tutto questo avrebbero raccontato nel convegno su L’Aquila dal titolo “Il centro storico ricostruito smart”, che non ha niente a che vedere con una gestione urbana di quel che resta della città, a dir poco primitiva. Mantova, Capitale italiana della Cultura 2016, è risultata la prima città italiana per qualità della vita. Per la nomina ha avuto nelle proprie disponibilità un milione di euro che ha voluto spendere sul centro storico e sui beni culturali, con servizi smart e tecnologicamente avanzati per attrarre turismo. Meno di 50mila abitanti ed una prospettiva al cambiamento e all’innovazione, che i residenti hanno tradotto in vivibilità e qualità della vita che li soddisfa. All’Aquila siamo talmente votati all’innovazione che ancor oggi, in piena distruzione, riusciamo a pretendere di parcheggiare ai Quattro Cantoni, come fanno i cafoni al paese, per mostrare che sono arrivati in piazza. In realtà per l’Urbanpromo avevano chiesto più di 6mila euro, indicandolo come un primo passo, anzi no, “una prima finestra, per avviare una campagna di comunicazione in favore dei cittadini residenti in ordine alla trasformazione della città con l’intento di promuovere la condivisione dal basso sui cambiamenti in atto” recita la delibera. Ma sanno minimamente di cosa parlano quando scrivono? L’evento sarebbe per loro “fondamentale, per riorganizzare le abitudini e la stessa vita dei cittadini in previsione della città di domani”. Per costruire la quale servirebbe un cambiamento culturale, indotto da una politica e da un civismo davvero troppo al di là da venire.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
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