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TANCREDI CADE SUI CONTROLLI DELLA FINANZA E DELLA CORTE DEI CONTI
stampa pagina 29 novembre 2016
Nella mattinata odierna, i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza dell’Aquila hanno eseguito un sequestro conservativo disposto dalla locale Corte dei Conti per un valore di 430mila euro nei confronti di Pierluigi Tancredi, dipendente della ASL 1 Avezzano Sulmona L’Aquila per aver svolto, in modo continuativo e non occasionale, una lucrosa attività libero professionale all'insaputa dell'amministrazione d'appartenenza.
Le investigazioni delle fiamme gialle, informa la Finanza in una nota, hanno permesso di appurare che il dipendente, dal 2010 al 2013, sebbene titolare di un incarico a tempo pieno, esercitava una fiorente attività di consulenza d'impresa a favore di numerosi soggetti privati.
Gli elementi raccolti nel corso degli accertamenti dimostravano chiaramente come l'attività extra professionale esercitata dal dipendente pubblico venisse svolta con regolarità, sistematicità e ripetitività. Anche gli adempimenti fiscali osservati dal trasgressore erano sintomatici della consapevolezza, da parte dello stesso, di esercitare con abitualità e professionalità un'attività economica.
A far data dal 1° settembre 2009, il dipendente in questione costituiva, una vera e propria ditta individuale con tanto di partita IVA compilando, in sede di dichiarazione dei redditi, il quadro “RE – Redditi di lavoro autonomo derivante dall'esercizio di arti e professioni”. Dall'acquisizione e dal successivo esame della documentazione amministrativo/contabile in possesso del pubblico dipendente, dei committenti degli incarichi extra istituzionali e dei tenutari delle scritture contabili della predetta ditta individuale, emergeva, in definitiva, che gli incarichi extra- istituzionali di consulenza amministrativa svolti dal dipendente pubblico consistevano in una lucrosa e redditizia attività di mediazione volta principalmente a procacciare per conto di imprese edili e studi di architettura incarichi e commesse relativi ad innumerevoli lavori di ricostruzione/ristrutturazione degli edifici danneggiati dal sisma del 2009.
Gran parte della documentazione rinvenuta ed esaminata dai finanzieri riguardava infatti fatture emesse dal dipendente pubblico riportanti causali quali, “attività di management”, “marketing”, “ricerca clienti”, “procacciatore d'affari”, “consulenza”, “assistenza e analisi di mercato”.
La prevalenza dell'attività libero professionale esercitata da Tancredi rispetto a quella istituzionale emergeva in modo ancor più lampante dalla quantificazione dei compensi complessivamente percepiti. Rapportando le due diverse tipologie di introiti, risultava infatti chiaramente che l'attività extra-istituzionale non fosse solo adeguatamente lucrativa ma, in alcuni anni, addirittura prevalente rispetto a quella svolta alle dipendenze dell'ente pubblico.
Emblematico, in tal senso, risultava l'ammontare dei compensi ricevuti nel 2012, anno in cui guadagnava, grazie all'esercizio della libera professione, 230mila euro circa, importo, questo, di ben 10 volte superiore allo stipendio annuo percepito dall'ente di appartenenza.
Pertanto, esercitando in modo continuativo e non occasionale una rilevante attività professionale privata, violava il precetto normativo di cui all'art. 53 del D.Lgs n. 165/2001 che, sanzionando le condotte descritte, prevede anche l'obbligo di versamento del compenso indebitamente ricevuto su un conto corrente dedicato dell'Amministrazione d'appartenenza, per essere destinato ad incrementare il fondo di produttività dell'ente medesimo.
Tancredi violava inoltre il regolamento della ASL d'appartenenza che ammette l'esercizio di attività libero professionali da parte dei propri dipendenti a condizione che queste integrino il requisito della saltuarietà ed occasionalità, stabilendo, a priori, un limite massimo di incarichi extra lavorativi, riferito all'anno solare, pari a 30 giorni, o, in alternativa, a 240 ore e per un compenso complessivo non superiore a 5mila euro lordi.
Le investigazioni delle fiamme gialle facevano pertanto emergere un danno erariale patito dalle pubbliche finanze, a causa dei mancati versamenti dei suddetti compensi da parte dell'ex assessore e consigliere comunale, per un importo complessivo di 430mila euro, valore corrispondente al sequestro conservativo appena eseguito.
Il contrasto all’illegalità nella pubblica amministrazione rientra oggi, più che mai, tra gli obiettivi prioritari perseguiti dalla Guardia di Finanza che, conclude la nota, nel salvaguardare l'integrità dell'apparato pubblico, garantisce legalità, equità ed efficienza nella gestione delle risorse destinate alla collettività.
Il pungiglione
Taccuino
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