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PARCHEGGI A PAGAMENTO, D'ERAMO: COMUNE VESSA I CITTADINI
stampa pagina 29 novembre 2016
Il Pd, non sapendo più come vessare i cittadini, ripristina i parcheggi a pagamento, con la risibile (se ci fosse da ridere) motivazione di far tornare alla normalità una città che normale non è non sarà per i prossimi anni. La riprova di un totale scollamento dalla realtà. Del resto quando si usa l’auto blu anche per fare cento metri è normale avere poca contezza dei problemi dei comuni mortali.
Così, in un centro storico prigioniero dei cantieri e delle polveri, senza servizi per i pochi che ci abitano, e che devono usare l’auto pure per comprare un chilo di pane, senza parcheggi per quelli che ci lavorano, senza un’anima in giro per la maggior parte del giorno, si stroncano le poche possibilità di rinascita, affidate essenzialmente agli eroici esercenti o professionisti che hanno scelto di riaprire l’attività, facendo in modo che si debba pure pagare per accedere. Anziché creare incentivi, insomma, si adotta un provvedimento che dissuaderà anche i pochi volenterosi dal venire in centro. Ridicolo, poi, parlare di ricambio. Aveva un senso quando in centro ci si doveva venire per forza, perché qui si concentrava tutto, e quando era un piacere farlo, perché c’era una città. Ripristinare ora la sosta a pagamento vuol dire invece condannare alla chiusura le poche attività che hanno riaperto e favorire la concorrenza di quelle in periferia. Per non parlare dei disagi per i commercianti di viale Corrado IV, per gli utenti degli uffici comunali di via Roma e di Villa Gioia, peraltro i più frequentati, e di tutti quelli del Tribunale. In questa città diventerà un problema pure fare un certificato. Si vuole forse far credere agli italiani, a beneficio del Governo in carica, che la città è ricostruita e si può tornare alla normalità? E se è così, con quale faccia andremo a chiedere altre risorse per la ricostruzione?
Per fortuna tra pochi mesi la parola verrà restituita agli elettori, che potranno, con il loro voto, esercitare il diritto e il dovere di salvare questa città dal baratro verso cui la stanno precipitando.
Per il gruppo consiliare Noi con Salvini – L’Aquila
Il consigliere comunale Luigi D’Eramo
Il pungiglione
Taccuino
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