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CHI PAGHERA’ I DANNI?
stampa pagina 1 dicembre 2016
Uil Trasporti ed Ugl Igiene Ambientale, manca stranamente la Cgil, commentano in una nota gli sviluppi della vicenda legata agli indumenti da lavori acquisiti da Asm spa, in occasione dell’88ma Adunata degli Alpini, sulla quale è stata aperta un’inchiesta ed un funzionario dell’azienda ha ricevuto un avviso di garanzia. Per le modalità d’acquisto, senza gara, di quelle divise sequestrate qualche giorno fa dalle Fiamme gialle, perché peraltro non a norma. La denuncia la fecero pubblicamente le rsa con le rispettive rappresentanze sindacali, contro la quale l’azienda applicò una sospensione disciplinare dal lavoro di cinque giorni per cui, atto molto grave, fu accusata di attività antisindacale. Oggi l’inchiesta. E a questo punto i sindacalisti chiedono un mea culpa dei vertici, della proprietà e del sindaco Cialente che al contrario, tacciono senza alcun problema. “Abbiamo i certificati, denuncio tutti”, aggredì l’allora amministratore unico Rinaldo Tordera “bastava sedesse ad un tavolo con le parti sociali - scrivono i sindacati - per trovare una soluzione condivisa evitando di mettere in pericolo gli operatori ecologici della città, essendo gli unici in Italia a non avere dispositivi ad alta visibilità a norma”. E ricordando le ultime morti bianche di questi giorni, ringraziano le autorità competenti per la “sensibilità mostrata sull’argomento”. “Quello che fa più specie è che sono stati spesi circa 60mila euro e senza alcuna spiegazione hanno disposto che a far data dal 3 novembre ed entro il 17, sarebbero stati consegnati i nuovi indumenti e ritirati quelli non a norma”. Chi pagherà i danni dell’errato acquisto? Chiedono i sindacati, aumenteranno la Tari agli aquilani? Il Sindaco non ha nulla da dire? Prenderà provvedimenti nei confronti di chi ha commesso questo errore? Evidentemente no e anche i consiglieri non trovano granché da rimarcare. “Siamo basiti del silenzio più assordante in cui nessuno fa un mea culpa, chiedendo scusa in primis ai lavoratori” concludono “facendo finta di ignorare che il 17 novembre la Finanza ha sequestrato gli indumenti acquistati”. Proprio nell’ultimo giorno utile a riconsegnare i dispositivi farlocchi. E il fatto che la proprietà, cioè il Comune, amministrato da una politica che si dice di sinistra resti in silenzio davanti a tali illegittimità e condotte antisindacali d’altri tempi, la dice proprio lunga sulla deriva senza ritorno che evidentemente stiamo percorrendo.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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