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ANTICORRUZIONE, RUOTANO SOLO I POVERI CRISTI
stampa pagina 2 dicembre 2016
Una nuova rotazione dei dipendenti al Comune dell’Aquila e anche stavolta il responsabile della Cuc, Centrale unica di committenza, Ilda Coluzzi, dove si fanno gli appalti, resta al suo posto, ed è lì da anni, come resta al suo posto la De Paulis, incaricata della ricostruzione pubblica e di appalti, o la Aniceti, che ha in mano il sociale e la cultura da un po’ di anni, ma nessuna di loro deve ruotare. La politica di questo Comune ha deciso che la norma anticorruzione da loro non vale. Repressione e prevenzione dell’illegalità a loro, intoccati, non importa e nessuno glielo ricorda. Raffaele Cantone, Roma o Palazzo Chigi fanno come se L’Aquila neanche esistesse più, nessun problema, come pure Nicola Trifuoggi, per non andare troppo lontano, approdato a Villa Gioia grazie ad un’inchiesta giudiziaria per cui lui, da quel gennaio di qualche anno fa avrebbe garantito la macchina da ogni illecito, fa il vago. Proprio lui che ha la delega alla trasparenza e alla Cuc tace, avalla, ci va giù morbido, gira la testa dall’altra parte, non sollecita e fa anche di più, visto che in relazione alla brutta vicenda dell’enorme pannello di cemento crollato all’Autoparco, per cui un sindacalista dipendente comunale, Carlo Bolino, aveva rilasciato una dichiarazione, avrebbe fatto il diavolo a quattro in una seduta di Giunta per avviare un procedimento disciplinare, ci dicono suoi esimi colleghi. E a non voler citare altri elementi più sguaiati a spalleggiarlo, tanto sono modesti nel calibro amministrativo, meraviglia non poco che la censura venga proprio da lui, aspirante sindaco di questa città, dalla quale ha appreso subito la cosa principale che è il nascondere, l’omettere, il non dire perché non si deve sapere. Ma noi abbiamo saputo e lo ha saputo la città, l’Autoparco è una discarica ed è una vergogna anche di Trifuoggi. Gli ha dato più fastidio il fatto che la notizia fosse uscita e che un sindacalista si sia espresso, piuttosto che la sicurezza dei lavoratori che sotto quel pannello, avrebbero potuto perdere la loro vita. Passaggio forse troppo poco utile, per il quale si sarebbe invece spesa di brutto la Leone. Ciò detto oggi fanno di più. Perché alla rotazione che verrà, questione di giorni, hanno posto un veto, chi ruoterà non è notizia che deve preventivamente interessare il pubblico e i sindacati, lo stanno decidendo tra loro, sarà una scelta calata dall’alto, cambieranno qualcosa per non cambiare nulla e ci rimetterà giusto qualche povero Cristo che non ha santi in paradiso. I soliti impiegati che non potrebbero corrompere neanche il vicino di stanza. Eppure Trifuoggi sembra aver colto in loro, l’unico serio pericolo per la legalità della macchina amministrativa.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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