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AEROPORTO DEI PARCHI, LA CONCESSIONE E’ DECADUTA


stampa pagina 12 dicembre 2016

La quinta commissione sull'Aeroporto

Una commissione di garanzia e controllo stamattina, convocata dal presidente Daniele su richiesta di Ettore Di Cesare, Apl-Lcv, sull’Aeroporto dei Parchi. Uno scalo fantasma, in gestione ventennale alla XPress srl e oggi alla revisione quadriennale della concessione, prevista nella convenzione, per cui in Giunta si ragiona sul come fare, come trovare una strada per continuare a sostenere la XPress guidata da Giuseppe Domizio Musarella. Che non ha le autorizzazioni necessarie per aprire, la  convenzione prevede in questo caso la revoca ma l’amministrazione frena. Gli ha versato circa 600mila euro in tre anni per un inesistente start up, con rimborsi a forfait, su cui ha aperto un fascicolo la Corte dei Conti, e il funzionario responsabile è stato rinviato a giudizio anche per una gestione illecita di rifiuti speciali interrati in quell’area, con lo stesso Musarella, per i cui danni ingenti, patrimoniali e d’immagine, l’amministrazione li ha citati in giudizio per 550mila euro, eppure non trovano un appiglio uno, a Palazzo Fibbioni, per contestare alla XPress una gestione inesistente e dannosa. Peraltro il Comitato etico a cui spetterebbe valutare le condizioni del rinnovo, non viene ancora nominato da quattro anni almeno. Lo stanno facendo in queste ore. I controlli di gestione il Comune non li ha mai fatti. L’allungamento della pista aeroportuale, necessario all’eventuale attività dello scalo, è stato sospeso proprio a causa dell’interramento dei rifiuti speciali per i quali appunto l’amministrazione chiede i danni. Non c’è mai stato un piano industriale, ma l’assessore al ramo Iorio, ha parlato di un rilancio perché lo scalo diventi protagonista dell’Appennino centrale. Gli amministratori avrebbero assicurato alla XPress ulteriori 2milioni 800mila euro di fondi europei, ma De Matteis ha riferito che non sono nelle disponibilità dell’atto regionale. Un piano d’investimenti non c’è mai stato, lo ha ammesso la dirigente De Paulis che ora vorrebbe approfondire il caso, per decidere come procedere. Teme una richiesta di danni ma non ha arginato Di Cesare il quale, al netto delle chiacchiere, ha citato la convenzione per dire che la concessione va revocata perché il gestore non ha le autorizzazioni, ed è questa una causa di revoca prevista all’articolo 13 c.1 punto c, dovrebbe poi decadere automaticamente per “la mancata apertura dello scalo all’attività commerciale e/o di aviazione generale”, c.2 punto b. Ed è su questi nodi che non tutti gli attori giocano a carte scoperte. La De Paulis prende tempo e deciderebbe entro gennaio, potrebbe però incorrere in un’omissione in atti d’ufficio ma immaginiamo le pressioni della politica, Di Cesare ha chiesto il voto di un atto per cui dovrà essere il Consiglio, alla luce chiarissima di tanta allucinazione gestionale e amministrativa di un bene pubblico, ad uscire allo scoperto e prendere una posizione netta per dare un indirizzo serio a tanta deriva, e alla fine l’atto, messo ai voti da Daniele, è passato, ma il passaggio in Avvocatura, proposto da Properzi per un percorso blindato che avrebbe portato alla revoca certa o alla decadenza sicura partendo da una contestazione in loco alla XPress, lo hanno lasciato cadere. Il capogruppo Pd Palumbo avrebbe evitato il passaggio politico lasciando alla De Paulis ogni determinazione, ma non gli è riuscita. Quello dell’Aeroporto dei Parchi resterà uno dei capitoli più bui, vischiosi e gelatinosi della storia di questa città segnata da Massimo Cialente mentre la magistratura, a parte quella contabile, non ha ancora trovato un solo spunto d’interesse uno, per aprire un’inchiesta giudiziaria.


Alessandra Cococcetta  




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