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TRASPARENZA, L’ANTICORRUZIONE DIFFIDA IL COMUNE DELL’AQUILA


stampa pagina 16 dicembre 2016

Raffaele Cantone

E’ giunta una diffida dall’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, al Comune dell’Aquila, perché adempia entro trenta giorni agli obblighi di trasparenza imposti dalla legge. Avevano ricevuto già un’ispezione la scorsa estate, da oggi tempi strettissimi per pubblicare atti e dati mancanti o incompleti dal 2014, vista la carenza di personale hanno chiesto, ottenendolo, qualche giorno in più. La dirigente Angela Spera, di supporto alla Trasparenza, ha informato il segretario Pirozzolo e il responsabile dell’anticorruzione Giannangeli perché sollecitino la dirigenza. Se non ottemperasse sono previste sanzioni da 500 a 10mila euro, oltre al fatto che tali obiettivi non raggiunti saranno oggetto di valutazione. Gli aquilani non conoscono i casi in cui possono presentare autodichiarazioni al posto delle autorizzazioni dell’ente, il passaggio si chiama Burocrazia Zero. Non c’è ancora un’indagine, da pubblicare per legge, sul grado di soddisfazione degli utenti per i servizi comunali. Non esiste una Carta dei Servizi con gli standard di qualità e non sono pubblici i tempi medi di erogazione del servizio ed i costi, solo in minima parte si possono fare degli adempimenti burocratici on line. Non si sa nulla sui numeri semplificati dei bilanci e delle loro variazioni. Nulla sui lavori pubblici, su tempi di realizzazione e costi o ritardi, poco sullo stato dell’arte della pianificazione e sulle varianti, niente sulle informazioni ambientali e sulle emissioni delle polveri, in particolar modo in centro storico. Niente sui provvedimenti d’emergenza adottati e sulle ragioni che hanno impedito di seguire l’ordinaria amministrazione, negli affidamenti ad esempio, con i conseguenti costi sostenuti. Niente su altri incarichi della politica e sulle situazioni reddituali e patrimoniali degli eletti, ai quali l’Anac tiene particolarmente, niente di importante sulla verifica dell’assenza di conflitti d’interesse negli incarichi e consulenze assegnati, non c’è nessun particolare su contributi e sovvenzioni erogati, che rimandino al progetto o al beneficiario del contributo pubblico. Zero sul costo complessivo del personale, sull’entità e sul come vengano distribuiti i premi alla dirigenza, sul numero e tipologia dei posti di funzione che si rendano disponibili, sui criteri di scelta e d’assegnazione. Niente sui Progetti obiettivo se non qualche determina di liquidazione. Il presidente dell’Organismo indipendente di valutazione, Giuseppe Cerasoli, nella recente intervista ha assicurato che accerterà l’ottemperanza a tali obblighi. Non c’è una riga sui livelli di Benessere organizzativo, cioè la capacità di promuovere e mantenere il benessere fisico, psicologico e sociale dei lavoratori a tutti i livelli. 300 procedimenti da rivedere, riorganizzare ed aggiornare. Non c’è mai stato un monitoraggio sui tempi procedimentali, cioè quanto tempo si sfora per rispondere ad una pratica o ad un Sal, e non ancora l’impegno di pubblicare i dati sul ciclo delle pratiche per la ricostruzione post sisma, rilievi ed ammissione a contributo con quantificazione dei tempi. D’altra parte il web Gis, il sistema utilizzato per monitorare le pratiche non è di facile accesso e la legge parla chiaro, bisogna parlare al cittadino in maniera semplificata. Non è fantascienza ma leggi dello Stato da applicare sul serio da un paio d’anni almeno, hanno un mese di tempo per farlo.


Alessandra Cococcetta




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