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CENTRO TURISTICO DEL GRAN SASSO, L’AFFARONE E’ STATO FATTO


stampa pagina 20 dicembre 2016

Il milione e 450mila euro di contributo straordinario che il Comune girerà al Centro Turistico del Gran Sasso perché non fallisca, Cialente lo ha definito stamattina, in prima commissione, un affarone. Ci va giù spontaneo il Sindaco, perché tanto chi lo contraddice? Dice che ha risanato le spa perché lo lasciano parlare ormai, tra qualche mese se ne andrà per sempre ma lascerà le società partecipate come le ha trovate, se non peggio. Facile dire che le ha risanate quando gira contributi straordinari a suon di milioni di euro: non ha fatto così anche con l’Asm spa un anno fa, con quell’emendamento fuori sacco da tre milioni e mezzo di euro, che comunque la sua maggioranza gli votò? Cialente lascerà società a perdere, sul filo continuo del fallimento e con un personale poco preparato a reggere il mercato, perché non ha mai speso un riga concreta di progettualità per farle rinascere. Ozioso perfino indugiare sul fatto che la commissione d’inchiesta sulle gestioni precedenti abbia prodotto poco, lui, ha fatto di peggio, con il treno dei fondi aggiuntivi del post sisma passato inutilmente. Eccoci quindi all’epilogo del Centro Turistico del Gran Sasso, per il quale s’è speso anche meno, nonostante i circa 52 milioni potenzialmente disponibili per la ripresa dopo il 6 aprile. Cialente gioca bene ad un solo gioco, il rimpallo. Colpa di Tempesta, colpa dell’Ente Parco, colpa sua mai. 1milione e 450mila euro per togliere debiti bancari al Centro Turistico ma nessuna prospettiva concreta di ripresa, l’unica per cui, il decreto Madia, consente il salvataggio di società in fallimento. L’amministratore unico Fulvio Giuliani pensa di ridurre il personale del 30%, fuori il Direttore generale con una diversa gestione dei servizi offerti. Risparmierebbe 100mila euro di corrente ed altri costi con il trasferimento degli uffici in centro. Eviteranno i contenziosi e tornerebbero a gestire direttamente l’albergo di Campo Imperatore ed il Rifugio Le Fontari con un attivo, secondo loro, di 200mila euro l’anno, evitando così cause giudiziarie con i gestori locali ed aggiungendo i guadagni sull’Hotel Cristallo una volta pronto. Questo è il Piano. Se il Consiglio lo voterà chiuderanno il 2016 con 1.543 euro di utile, ma se l’Aula non dovesse dare il via libera sarebbero guai e conti in rosso di certo. Dal canto loro i revisori hanno firmato un parere favorevole facendo presente “che i risultati attesi” cioè gli utili che dovrebbero schizzare già nel 2017 ad oltre 200mila euro “sono provvisori, in corso di formazione e non prendono in considerazione l’adeguamento del piano di ammortamento dell’impianto Fontari esistente, della nuova seggiovia, gli accantonamenti per i contenziosi in essere e la redditualizzazione dei contributi per i nuovi investimenti”, richiamando l’attenzione del “socio unico” cioè del Comune sui passaggi evidenziati, che tuttavia stamattina in prima commissione sono stati ampiamente superati da non s’è capito bene che. Tutti d’accordo, tutto a posto, per l’Avvocatura uguale non era niente di che, giusto una presa d’atto di un “Piano di risanamento” che limiterà i danni all’ente e così è stato. Con 15 voti favorevoli, l’affarone è passato e andrà al voto dell’Aula giovedì prossimo senza una sola prospettiva di rilancio concreto. La vicenda andrà comunque alla Corte dei Conti.

 

Alessandra Cococcetta




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