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AFFAIRE IDEA FIMIT, CASE A PESO D’ORO IN VIA SFRIZZOLI
stampa pagina 27 dicembre 2016
C’è molto da chiarire, nella gestione degli appartamenti da parte di Idea Fimit Sgr, la società gestione risparmio specializzata in fondi immobiliari, con cui il Comune dell’Aquila ha firmato una convenzione per assegnare alloggi. Proprio nella città dove c’è un surplus di case, per cui l’assessore Pelini giustificò comunque l’urgenza di quella firma, in una terza commissione di due anni fa, con “l’emergenza abitativa e sociale” di qualche anno prima. Capitolo che approfondiremo, mentre oggi ci soffermiamo sugli alloggi di Idea Fimit in via Sfrizzoli, perché la questione è piuttosto oscura. Gli ha scritto infatti l’avvocato Corti, per avere chiarimenti sul riscatto da parte di alcuni assegnatari interessati a farlo. Era infatti previsto che avrebbero potuto acquistare le case, solo che Idea Fimit dopo aver “trascinato le trattative per mesi” avrebbe “intimato” a quelle famiglie di firmare entro il 9 dicembre al massimo, “tale operazione comportava l’obbligo di acquistare da un giorno all’altro un immobile, sobbarcandosi una spesa notevolissima, accettando di fatto a scatola chiusa le condizioni poste”, rileva l’avvocato. Condizioni molto diverse da quelle presentate inizialmente e difetti estesi negli alloggi come nelle parti condominiali, per questo Corti ha scritto al Fondo di non pressare gli inquilini, anche perché chiederebbero 2mila euro a mq., un prezzo del tutto “sproporzionato all’attuale mercato” oltre al fatto che gli appartamenti verserebbero in condizioni per niente incoraggianti. Era stato poi “espressamente indicato” che “la compravendita sarebbe stata esente Iva, con oltre 1255,56 euro da versare a titolo di deposito cauzionale” ma tale obbligo non sarebbe scritto da nessuna parte. In più “gli appartamenti erano in classe energetica B, ma senza altri lavori” o migliorie, scrive ancora lo studio legale “risulterebbero ora in A1”, e poi il canone concordato che avrebbe subito “un indebito aumento” perché nei calcoli la società avrebbe conteggiato anche gli spazi accessori. Ed ancora altre due clausole strane e tutte da capire per cui Idea Fimit avrebbe obbligato gli interessati a firmare “il divieto assoluto di cessione a terzi”, mentre il contratto non prevedrebbe la compravendita alla presenza di un notaio, il che, invece, secondo il legale tutelerebbe gli acquirenti in future vendite potendo trascrivere l’atto, nei registri immobiliari. Perché non lo vogliono consentire? A questo punto il legale ha chiesto un incontro alla società, pare che uno snodo chiave ci sarà ai primi dell’anno, ma nel frattempo ci chiediamo dov’è l’amministrazione, dove il Sindaco Cialente e dove l’assessore competente, Fabio Pelini, che dovrebbero seguire, non dico tanto, ma almeno lo stato dell’arte e il rispetto delle regole vista la convenzione firmata e le risorse pubbliche nella sgr.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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