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PROGETTO CASE, NUOVI BANDI SENZA UNA SOSTENIBILITA’ FINANZIARIA
stampa pagina 28 dicembre 2016
L’assistenza alla popolazione, guidata dall’assessore Fabio Pelini, pubblica bandi per assegnare alloggi liberi nel Progetto case e map, senza allegare un piano economico e finanziario a sostenere la scelta dimostrando di coprire pienamente le spese. Pelini si occupa di assistenza e indirizza scelte sui bandi, mentre il collega Capri si occupa di patrimonio, di incassi di canoni e spese del Progetto case con la dirigente del settore De Paulis. Parlano tra loro? La De Paulis, in una prima commissione dello scorso settembre dichiarò che entro l’anno avrebbe recuperato 1milione e 355mila euro dalle morosità degli alloggi, quei soldi le sono stati anticipati dal settore economico e finanziario. Li può restituire a pochi giorni dalla fine dell’anno? Vorremmo saperlo. Una morosità del 25%, quest’anno, cioè 5milioni di euro di buco, oltre agli 8milioni e due da pagare ai gestori ed il prestito da restituire alle casse degli aquilani. E’ in grado di farlo? Vorremmo che lo dicessero alla città, avrebbe dovuto farlo Pelini allegando ai bandi del suo settore anche la sostenibilità finanziaria. C’è infatti una consulenza di un paio di anni fa alla Ls Lexjus Sinacta di Bologna, Avvocati e commercialisti associati, costata 16mila e 400 euro, che mise nero su bianco alla Giunta una serie di cose da fare con urgenza, non avendo registrato uno stato conservativo “ottimale”, del Progetto case e map. Intanto una perizia per capire le necessità e valutare i costi di manutenzione straordinaria nel successivo quinquennio. Non lo hanno fatto. Suggerirono la necessità di “rivisitare le attuali politiche assistenziali attuate dall’ente da effettuarsi mediante apposito indirizzo del competente organo”. In realtà il Consiglio comunale continua a non essere coinvolto nelle “strategie” della Giunta, rimanendo del tutto estraneo ad ogni decisione. Secondo i consulenti ingaggiati anche da Pelini, il tasso dei canoni pagati a titolo oneroso era troppo basso per reggere le spese, un 15% da allineare ai livelli nazionali vicini all’80%. Avrebbero dovuto apporre dei correttivi a quelle politiche, per evitare perdite certe “che tenderanno ad aumentare” scrissero, vicine ai 6milioni di euro l’anno, nel caso in cui avessero fatto gestire il patrimonio ad una società mista. Qual è lo stato dell’arte? La mano destra non sa cosa fa la sinistra, perché Pelini non lavora con Capri e non chiede a Giannangeli o alla De Paulis come vanno i conti, in compenso pubblica bandi, non riusciamo a renderci conto della qualità e della sostenibilità finanziaria delle scelte che fa, come sono arrivati a determinare i canoni in base ai costi da sostenere con le manutenzioni, l’ultimo bando lo hanno pubblicizzato una settimana fa, e qual è la prospettiva di mantenimento di questo patrimonio, senza dover pesare sull’intera città. Sulla gestione del complesso è in corso un giudizio per danno erariale per cui Fabio Pelini è stato condannato tra gli altri dalla Corte dei Conti. Non ci sono notizie certe sulla sostenibilità della gestione, sarebbe un atto di correttezza istituzionale per la città e per chi verrà dopo di loro, oltre che un obbligo di legge.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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