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DEBITI FUORI BILANCIO, TANTO PAGANO GLI AQUILANI CON LE TASSE
stampa pagina 29 dicembre 2016
Ogni volta che il Consiglio comunale vota per pagare un debito fuori bilancio, si paga con i soldi degli aquilani togliendoli al verde e alla città o prendendoli da un aumento tributario. Fosse pure una sentenza o un decreto ingiuntivo, il fatto che la politica assicuri che i soldi ci sono, vuol dire comunque che sono stati tolti a qualche altro servizio pubblico. Cialente ha parlato di accantonamenti, per legge, di oltre 30milioni di euro per pagare i debiti, ma in dieci anni di mandato non è riuscito a riconoscere una sola responsabilità ai dirigenti, per interessi maturati a causa della loro incuria, mancati appelli a sentenze emesse, oppure apatie apicali di vario genere, per cui nessuno ha mai pagato e Cialente non s’è mai sbracciato perché ciò fosse assicurato. Tanto pagano gli aquilani. Stamattina hanno votato un debito per 26mila euro di parcelle ad alcun ingegneri per lavori mai fatti a causa del sisma del 2009, e intanto paghiamo senza chiederci le ragioni per cui quei lavori non furono più fatti e se la responsabilità è solo nostra. Hanno poi votato un debito da 281mila e 334 euro da pagare ad un signor Santucci perché sul suo terreno, la Cooperativa Europa 2000 srl costruì 26 unità abitative, gli fu riconosciuto un esproprio di 36mila e 300 euro contro cui s’appellò nel 2007, e sette anni dopo la Corte d’Appello, Comune contumace, gli ha riconosciuto 278mila e 250 euro diventati 281mila 334 a causa degli interessi maturati. Quelli legali, nel totale, ammontano a circa 40mila euro, caricati sulle spalle degli aquilani senza che un solo dirigente, sia stato chiamato da Massimo Cialente a rispondere del fatto che con un ritardo di tre anni quella sentenza sarà esecutiva, caricata degli interessi. Il sindaco non ha accettato la proposta di Sel e Rc di aprire un’indagine interna, e infatti al voto si sono astenuti. A Daniele che chiedeva conto della contumacia, Cialente ha dato, fuori microfono, del “coglione”, ma la cosa ha lasciato indifferente l’Aula tranne Di Cesare. In quella delibera non c’è un solo impegno politico utile a recuperare quelle somme dalla cooperativa, se non una “raccomandazione” che il presidente Benedetti farà inserire, per richiedere quegli importi a chi di fatto beneficia del terreno, su cui è sorta la propria casa, senza averlo pagato. Sono in arrivo altri debiti fuori bilancio pesanti, come la transazione milionaria con Impregilo per le riserve sul megaparcheggio di Collemaggio, o l’arbitrato con l’Afm spa, che comunque non salveranno il mandato di Cialente dall’indifferenza avuta nel non richiamare mai la dirigenza alle proprie responsabilità. Nel non perdere tempo, non far maturare gli interessi come usano fare, non tenersi le carte nei cassetti senza guardarle per anni, perché tanto poi sanno che non pagheranno mai. E vedremo cosa dirà la Corte dei Conti su tali debiti. Nel corso della seduta, la notizia su facebook del governatore D’Alfonso di aver ottenuto nel mille proroghe le somme necessarie a coprire il bilancio dell’Aquila, nelle minori entrate e maggiori spese dovute al sisma. Necessità finanziarie mai chiarite con trasparenza dall’amministrazione e infatti i conti ballano che è una meraviglia. L’anno scorso servivano 24milioni, ne ottennero 18 e fu per loro un successone; quest’anno ne avrebbero avuti 13, e sarebbe comunque un successone perché pensavano di portarne a casa solo 10. Tanto poi a coprire ci pensa pantalone con le tasse, che Cialente anche quest’anno non ha mancato di alzare.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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