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ATTI CONTRARI ALLA PUBBLICA DECENZA E ABUSO D’UFFICIO, FIOCCA UNA QUERELA
stampa pagina 30 dicembre 2016
Una denuncia querela di un residente in via Pavesi, nel centro storico dell’Aquila, è stata depositata ieri mattina alla Questura, per atti contrari alla pubblica decenza fuori la sua abitazione. In genere ogni giorno e in particolar modo il pomeriggio della vigilia di Natale, quando “aprendo il portone d’ingresso - si legge nel documento - ho avuto l’ennesima sgradevole sorpresa di trovare i muri del mio fabbricato e di quello di fronte a ridosso dell’ingresso del garage, imbrattati di urina e la strada con feci e vomito, con tanfo orripilante ed un via vai di ragazzi facilitati dai lampioni rotti e non funzionanti, segnalati a chi di competenza da diverso tempo, ho chiesto alle forze dell’ordine di intervenire, non sono intervenute e nonostante avessi ripulito l’ingresso con un idrante, il tanfo era così forte che ho dovuto rinunciare al cenone in casa, trasferendomi in altra abitazione da mio figlio”. Il cittadino denuncia atti contrari alla pubblica decenza e un abuso d’ufficio a carico del Comune, perché “responsabile di una corretta manutenzione e del rilascio di autorizzazioni e controllo delle strade”, chiede quindi agli inquirenti che “si faccia chiarezza per punire i responsabili al fine della gestione pubblica, di garantire le persone residenti in presenza anche di anziani e malati da oltre quattro anni dal terribile sisma e di garantire una viabilità decente, nonostante i lavori del sisma e dei sottoservi”. Ci racconta infatti che non riesce proprio ad uscire agilmente con l’auto dalla propria abitazione, se non in questi giorni di festa con i cantieri chiusi. Sta infatti uscendo senza problemi da via Cascina, al contrario con i cantieri al lavoro si trova spesso in un imbuto e senza vie d’uscita perché l’apertura ed il passaggio verso piazza Chiarino, sono impediti da un transennato che circonda il palazzo appena riqualificato, dove vive un assessore della Giunta Cialente. Sicuramente quella casa è protetta, a sentire le rimostranze del residente, anche dagli oltraggi dei passanti, ma non si può dire altrettanto delle abitazioni intorno e chi sa come va nel resto del centro storico. Aggiungiamo che il Sindaco aveva firmato un’ordinanza con cui obbligava le imprese ad illuminare i cantieri la notte, anche per questioni legate alla sicurezza, ma nessun controllo accerta che abbiano ottemperato. La pubblica illuminazione proprio nel cuore della città che rinasce, solo chi è fortunato ce l’ha, gli altri devono accontentarsi e ritenersi miracolati se hanno la luce pubblica, mentre finora a parte gli obblighi di apporre i divieti in nuove zone rosse reinventate di sana pianta, senza spiegare le motivazioni, non c’è altro che possa far sentire i cittadini che sono rientrati a casa, di vivere nel decoro che L’Aquila merita. Il Sindaco Cialente non ha mai avuto la più pallida idea di come gestire questo enorme cantiere, dove comunque i residenti devono circolare quotidianamente e liberamente.
Ale.c.
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Taccuino
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