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Regione

IL CASO ABRUZZO DEI VOUCHER, SECONDO LA UIL


stampa pagina 30 dicembre 2016

Roberto Campo

Il Direttore del Foglio, Claudio Cerasa, definisce nel suo editoriale di oggi quella per ricondurre i Voucher entro i confini di un loro utilizzo corretto “una battaglia ridicola” su “un non problema”, asserisce che gli abusi riguarderebbero “una porzione microscopica del mondo del lavoro” e bolla come “sottomissione ideologica” il porsi questo problema, che per lui equivale al rigetto puro e semplice di ogni flessibilità.
La UIL è abituata a ragionare sui numeri, e nel Terzo Rapporto sui Voucher, con dati aggiornati al 2016, rileva che i 150 milioni di ore erogate nel 2016 rappresentano più di 1/3 di tutte le ore erogate dal sistema della somministrazione (agenzie per il lavoro): alla faccia della porzione microscopica di cui scrive Cerasa! L’originaria finalità dei Voucher era virtuosa: l’emersione di rapporti di lavoro occasionali (ogni tanto) e accessori (non insiti nella ragione sociale dell’impresa), sottraendoli al nero. Quello che invece è successo è che attività regolate dai contratti si sono immerse nel mondo dei voucher, privo di protezione sociale, previdenziale e di garanzie occupazionali.
Mentre Cerasa fa la sua battaglia ideologica e negazionista del problema, il Governo ci ha ascoltati, dopo un anno, almeno per quanto riguarda la tracciabilità dei Voucher (introdotta con il d.lgs 185/2016): vedremo come funzionerà, è operativa solo dalla seconda metà di ottobre. Ma non basta: bisogna capire come vengono effettivamente usati i Voucher nei settori in cui il loro utilizzo è aumentato a dismisura, industria, edilizia, terziario, servizi e turismo: altro che lavoretti!
In Abruzzo l’utilizzo dei Voucher è massiccio. Oltre 3 milioni di ore vendute nel 2016 (stima UIL su dati INPS): quasi metà di quelli venduti nel Lazio e 3/4 di quelli venditi in Campania, che sono regioni ben più grandi. Nel 2008, i Voucher venduti in Abruzzo rappresentavano l’1% di quelli venduti in Italia; oggi, siamo al raddoppio dell’incidenza, con il 2,1%. La provincia abruzzese in cui i Voucher vanno di più è proprio l’industriale Chieti, con oltre 1 milione di ore vendute. Seguono Pescara e Teramo (quasi 800mila la prima, oltre 700mila la seconda) e chiude L’Aquila con 470mila.
Il dato dei Voucher va poi letto insieme agli altri dati del mercato del lavoro: il numero degli occupati, che prima della crisi in Abruzzo oscillava introno al 1/2 milione, oscilla ora intorno a 475mila; la flessione dei contratti a tempo indeterminato (rilevata anche dal Professor Giuseppe Mauro; l’occupazione che cresce è soprattutto quella degli ultra 50enni, come in Italia, grazie alle distorsioni operate dalla Legge Fornero, che finalmente cominciamo a correggere con l’Accordo Sindacati-Governo del 28 settembre 2016; il tasso di disoccupazione giovanile, giunto al 48%. Cerasa accusa chi vuole vederci chiaro nella crescita esponenziale dei Voucher di fare ideologia, ma ideologia è difendere i Voucher a prescindere, quali che ne siano le dimensioni e gli utilizzi effettivi.


Per la UIL Abruzzo
Roberto Campo




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