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SANT'ANTONIO ABATE DI SATURNINO GATTI, INCONTRO CON LE RESTAURATRICI
stampa pagina 16 gennaio 2017
Figura centrale nella devozione popolare, primo degli abati, la figura di Sant’Antonio ha plasmato la ricca ritualità abruzzese con la benedizione degli animali, le sacre rappresentazioni, le tentazioni nel deserto, le filastrocche e le tradizioni gastronomiche. Un santo da sempre cardine nell’iconografia medievale. Gli ottocento frammenti della scultura in terracotta raffigurante Sant’Antonio di Saturnino Gatti nel castello dell'Aquila sede storica Museo Nazionale d’Abruzzo, all’indomani del sisma, sono stati recuperati tra le macerie, poi catalogati e sottoposti ad un laborioso restauro finanziato dal Mibact su richiesta della Soprintendenza BSAE dell'Abruzzo che si sta ultimando. Di tutto ciò si parlerà domani, 17 gennaio, alle ore 17.00 al MuNDA; l' introduzione è di Lucia Arbace, direttore del Polo Museale dell'Abruzzo e autrice di una monografia sull'artista, seguiranno gli interventi delle restauratrici Silvia Pissagroia e Antonella Amoruso che illustreranno le varie fasi, da quando hanno preso in carico i piccoli frammenti, tessere scheggiate e frantumate, fino all'imminente restituzione di questa preziosa testimonianza del più rappresentativo artista del Rinascimento aquilano.
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