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ARRIVA LA PRIMA QUOTA DEL 4% PER LA RIPRESA, LINEE GUIDA TRA POCHI
stampa pagina 17 gennaio 2017
Il Cipe ha assegnato la prima quota di quel 4% delle risorse per la ricostruzione da destinare alla ripresa post sisma. 36milioni di euro per il 2016, circa 75milioni di euro per il triennio 2016/2018 su una serie di assi economici di cui la gente del cratere sa poco, anche perché il territorio non è in grado di fare sistema per puntare ad una ripresa collettiva. Giampiero Marchesi della Struttura di Missione ha scritto ai comuni interessati e ai vari enti per sapere le modalità con cui vogliono fare i bandi, assegnare le risorse, gestire i progetti, puntare ai risultati e la nostra amministrazione aquilana invece di coinvolgere in un ampio dibattito tutti, ha affidato a dicembre al “settore competente” il compito di tracciare le linee guida richieste. In particolare sul progetto Scuola internazionale, uno degli assi finanziati, che dovrebbe attrarre ricercatori, collaborare con scuole ed Università e coinvolgere giovani aquilani oltre ad invogliare le famiglie di studiosi a trasferirsi da noi, con una dotazione di 150mila euro ma purtroppo c’è solo una condivisone teorica con varie scuole e null’altro di realistico. C’è poi l’asse culturale, anche in questo caso sembra il solito foraggio alle istituzioni aquilane, ci sono risorse disponibili per 13milioni e 200mila euro, 3milioni di euro solo per il 2016, ma bisognerà fare rete nel cratere. Da quello che si capisce una fetta delle risorse va alle istituzioni storiche del capoluogo perché hanno quel respiro internazionale che altri non hanno, per il resto, cioè la rete, non si capisce come possa il “settore competente” del Comune capoluogo, decidere ad esempio che il Festival del jazz può diventare un evento unico, di rilievo nazionale e dell’intero territorio terremotato. Facendosene carico per l’organizzazione, tra quattro mura a Palazzo Fibbioni, magari chiamando una manica d’intellettuali stagionati del luogo, che probabilmente non sono mai stati neanche a Perugia a respirare un’edizione qualsiasi di Umbria jazz. Tanto per fare un esempio che calzi. Il cialentismo di questo decennio non ha capito che decidere passaggi così strategici con un sindaco, un paio d’assessori se va bene ed un dirigente ad incarico, non porterà la qualità che meritiamo ed un evento uno che sia davvero di valore. Ci torniamo domani per vedere il resto, cercando di far comprendere agli aspiranti sindaco, soprattutto quelli più forti in quota Pd, che la partita non è tra vecchio da garantire, quindi cialentismo e squadra di governo, e nuovo, ma tra chi vuole crescere e scegliere competenze anziché apparati e chi invece si accontenta della solita mangiatoia di contributi a pioggia, da somministrare ai più ammanicati vicini al partito e chi s’è visto s’è visto.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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